L’ombra dei curdi in Siria

Al cambio di governo si dividono tra oppositori e sostenitori del ragime. La Turchia sta a guardare.

L’Opposizione siriana è divisa anche all’interno del fronte curdo. Nel paese i curdi sono circa 1 milione e mezzo, circa il 10% della popolazione e vivono soprattutto nella regione nord-orientale di al-Hasake.

Il regime bathista ha sempre osteggiato il riconoscimento dell’identità curda, ma l’8 aprile 2011, dopo qualche settimana dall’inizio delle rivolte, il Presidente Bashar al-Asad ha concesso la cittadinanza ai curdi dell’Hasake (prima registrati come stranieri). E la repressione nelle zone curde è stata piuttosto ’morbida’. Infatti la leadership di Damasco è consapevole di un grande rischio: i curdi siriani possono contare sull’aiuto di milizie curdeirachene e turche.

Nello stesso tempo ben 11 partiti curdi non hanno aderito al CNS (Consiglio Nazionale siriano), una delle piattaforme dell’Opposizione più rappresentative, nata nel settembre scorso sotto l’egida turca e con sede a Istanbul. Fra questi ’dissidenti’, il Pyd, la sezione siriana del Pkk (il partito dei lavori del Kurdistan di Ocalan, considerato un’organizzazione terroristica in Turchia) che non accetta alcuna forma di collaborazione con Ankara.Impossibile per i loro rappresentanti avere a che fare con il governo turco che attacca il popolo curdo in Iraq.

I curdi che non hanno aderito al CNS, inoltre, hanno timore che l’Opposizione non voglia sostenere le rivendicazioni culturali e linguistiche, un governatore curdo nell’Hasake, il ritorno degli espatriati. Fa parte del CNS invece, la fazione ’Il Movimento del Futuro’, nata nel 2005. Anzi il suo leader, Mishaal Tammo era tra i fondatori del Consiglio nazionale siriano. Era. Perché il 7 ottobre scorso Tammo è stato assassinatoDa chi? Dal regime siriano o dalPyd? Un leader scomodo, che ridimensionava la specificità curda ed era disposto a trattare con Ankara.

Un problema, quello curdo, che ormai allarma anche Ankara. Schierata contro il regime, la Turchia ha ospitato il CNS sperando che le rivendicazioni dei curdi siriani potessero riconoscersi in quelle dell’Opposizione. Ma in questi giorni i curdi siriani del Consiglio Nazionale Curdo (CNC) hanno abbandonato l’ultimo incontro del CNS, perché la richiesta di veder riconosciuti i loro diritti “comunitari” era stata rifiutata.

Sembra che il CNC si stia orientando verso una richiesta di autonomia. Ed è proprio ciò che la Turchia teme. Come teme che il regime siriano possa servirsi del Pyd, in maniera ’attiva’. In un ’palcoscenico’ in cui sembrano moltiplicarsi gli attori in scena e dietro le quinte, impossibile fare previsioni semplicistiche o superficiali. A volte chi sembra una semplice comparsa può diventare protagonista e cambiare di nuovo la trama.

Antonella Appiano in esclusiva per L’Indro http://www.lindro.it/lombra-dei-curdi-in-siria/ (riproducibile citando la fonte)

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Andiamo in un altro Paese…

“Andiamo in un altro Paese,
…Tutto il resto va da sè.
Tu di’ solo sì”.
William Plomer

Lui ha detto sì e adesso viviamo in Oman. Anzi nel Sultanato di Oman. Un Paese che non può essere capito soltanto visitando o abitando nella capital, Muscat, ma che bisogna scoprire piano piano, assaporando la sua diversità. Che stupisce.

Spremere il cuore come un limone?

Meglio spremere un limone per preparare un buon lemon mint…

Scrive Elias Canetti:

«Per amor suo si è spremuto il cuore come un limone.
Ma l’altro, quello che vi ha sparso parole di zucchero, l’ha conquistata».

Quindi il mio suggerimento è quello di non perdervi in pene d’amore ma piuttosto di prepararvi un succo fresco e gustoso che in Oman è fra i più amati: il lemon mint.

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