Festa nazionale in Oman

Masqat, Oman – I preparativi fervono da giorni. Ovunque in vendita gadget, bandiere. Nelle vetrine dei sarti per signore sono esposti abiti nei colori nazionali. Le auto, drappeggiate con immagini del Sultano Qaboos bin Said al Said, al potere dal 1970. Oggi, 18 novembre -il giorno del compleanno del Sultano – si celebra in tutto il Paese, la 44esima Festa Nazionale. Da non confondere con un’altra festa Nazionale, quella del 23 luglio, “Il giorno della Rinascita” che celebra il giorno dell’insediamento al potere di Qaboos. Nel 1970, infatti, il Sultano, allora trentenne, salì alla guida del Paese, estromettendo il padre – Said bin Taimur – con un “golpe bianco”. La politica di Said bin Taimur era estremamente conservatrice, il Paese viveva in un condizioni medioevali, senza scuole, strade, infrastrutture. L’attuale Sultano ha cambiato il volto dell’Oman anche se ha mantenuto il potere assoluto. Di recente ha introdotto alcune leggi per ampliare la partecipazione popolare al governo e, per ora, l’Oman è un Paese stabile.

Il Sultano al Qaboos è certamente molto abile in politica estera. Grazie alle capacità dplomatiche è in buoni rapporti sia con l’Iran che con l’Arabia Saudita, ed è grazie a lui che sono stati avviati i colloqui sul Nucleare fra Stati Uniti e Iran. Il Sultano ha cercato di porsi anche come mediatore per la risoluzione della guerra siriana e l’Oman non ha partecipato alla coalizione, a guida Saudita, che sta bombardando lo Yemen.

Intanto, per le strade di Masqat illuminate con i colori nazionali, già ieri sera sfilavano cortei di automobili…oggi la festa continua e ancora durante il finesettimana, con parate, fuochi d’artificio, corse di cammelli. Confesso: una sciarpa con il Sultano al Qaboos l’ho comprata anche io…

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Come si vestono gli Omaniti?

L’abito tradizionale maschile Omanita? Ormai ci sono abituata ma è davvero particolare. La tunica di cotone, in genere bianca, ma anche colorata (marrone, nocciola, blu, lilla) ha un taglio elegante, ricami intorno ai polsi, il collo, e si chiama dishdahsa. Non so come facciano gli Omaniti ad averla sempre candita e stirata.

Beviamo un caffè? Ma un caffè Omanita …

«Voglio l’odore del caffè. Voglio cinque minuti. Voglio cinque minuti di tregua per il caffè. […] Il caffè per chi ne è maniaco come lo sono io, è la chiave del giorno»
scrive il poeta palestinese Mahmud Darwish.

Quanto lo capisco! Amo il caffè, sono una coffee addicted, e mi piace sperimentare ogni genere di questa aromatica bevanda. Dopo il caffè turco (che ho imparato a fare in Siria), ecco quindi “le istruzioni per l’uso” per preparare un buon caffè omanita.

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