In Oman il prossimo vertice sulla Siria

Masqat, Oman – Dopo il fallimento dell’incontro diplomatico  internazionale a Vienna sul futuro della Siria, si spera nel prossimo vertice, che si terrà in Oman. Il summit di  Vienna del 30 ottobre 2015, si è chiuso infatti con un nulla di fatto. I Paesi presenti con le rispettive rappresentanze – Unione europea, Italia, Francia, Germania, regno Unito, Russia, Egitto, Iran, Iraq, Giordania, Libano, Oman, Qatar,  Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Turchia, Stati Uniti , Cina, più rappresentanti delle Nazioni Unite – si erano riuniti all’Imperial Hotel per discutere della grave situazione in Siria, conl ‘obiettivo di porre fine alla violenza e alla guerra.

Vedremo se le capacità diplomatiche del sultano dell’Oman, Qaboos bin Said Al Said e del suo il braccio destro, Yusuf bin Alawi bin Abdullah, porteranno qualche risultato. Tra i punti che il sultano vorrebbe inserire nel nuovo documento da discutere, Bashar al Assad non è previsto neppure come candidato a nuove elezioni presidenziali. Un secondo punto importante è che  nelle nuove elezioni non dovranno essere presenti  membri del passato regime.  I poteri dovrebbero essere invece trasferiti temporaneamente al primo ministro che risulterà eletto dalla consultazione popolare. Altri punti: amnistia per i prigionieri di ambo le parti; e mantenimento delle forze russe e iraniane in Siria. Ma intanto si continua a combattere e la parola “elezioni” sembra davvero lontana.

Fotografia di Antonella Appiano

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Per favore non chiedete a un expat…

Ci sono diverse cose che irritano un expat.

Ognuno ha la sua scala di valori riguardo l’”intolleranza”.
Io, per esempio, non sopporto gli italiani che passano ore al computer a giocare, leggere gossip, cercare tutorial sul trucco o sul mettere lenti a contatto colorate e poi pretendono (e sono quasi sempre sconosciuti) che tu offra loro magiche soluzioni per venire a vivere e lavorare nella tua seconda Patria, scrivendoti un messaggio, attraverso i social.
Cambiare paese non è come cambiare abito.

Qui, Oman. Che cosa mi manca dell’Italia?

Nulla.

Premetto che sono poco attaccata alle cose, alle abitudini, alle consuetudini. Che l’Oman è un Paese che ho scelto (non ci sono capitata per caso); che non ho un carattere da “torcicollo emotivo” e nostalgia è una parola che non compare nel mio vocabolario. Rifletto

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