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	<title>Con bagaglio leggero</title>
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	<description>il blog di ANTONELLA APPIANO</description>
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		<title>Damasco, instantanee dai funerali</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Appiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi siriana]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[Damasco]]></category>
		<category><![CDATA[L'Indro.]]></category>
		<category><![CDATA[Nusrat al-Islam]]></category>
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		<description><![CDATA[Le rivendicazioni. Le accuse contrapposte. Il dolore di un popolo. Il giovane medico che, sul luogo dell’attentato, mi ringrazia per essere venuta fin qui “a vedere” mi fa sentire impotente. Le diciassette bare allineate nella Moschea Uthman, fotografate e riprese, mi &#8230; <a href="http://www.conbagaglioleggero.com/2012/05/damasco-instantanee-dai-funerali/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le rivendicazioni. Le accuse contrapposte. Il dolore di un popolo.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone" title="Esequie delle vittime" src="http://www.lindro.it/local/cache-gd2/c8d114fd8f7c76ace5ae4ba4370bab78.jpg" alt="" width="549" height="384" /></strong></p>
<p>Il giovane medico che, sul luogo dell’attentato, mi ringrazia per essere venuta fin qui “<em>a vedere</em>” mi fa sentire impotente.<strong> Le diciassette bare allineate nella Moschea Uthman, fotografate e riprese, mi ricordano quanto ogni luogo sacro e ogni avvenimento doloroso siano ormai violati dai media.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Con i capelli coperti da una sciarpa, entro nella moschea. Anche io ho la macchina fotografica e una piccola telecamera. Ma non me la sento di riprendere l’uomo in lacrime davanti a una delle due bare con la fotografia della vittima. Le altre contengono i resti di più vittime.<strong>Ventitré corpi. Gente innocente travolta dai giochi politici, dalle alchimie del potere. Dalla grande storia.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L’attentato del 10 maggio è stato rivendicato dal<strong> Gruppo Nusrat al-Islam</strong>. Un ramo del<strong>famigerato Fronte Fath al Islam, il movimento fondamentalista islamico basato in Libano, nel campo profughi palestinese di Nahr al Bared, vicino a Tripoli</strong>. Cellule ’dormienti’ di Fathal Islam, sono presenti in Siria dal 2006. Il movimento sarebbe finanziato dai Sauditi per contrastare il gruppo sciita libanese di Hezbollah. <strong>Gli esponenti dell’Opposizione affermano, nonostante le rivendicazioni, che gli attentati sono opera del governo.</strong> Due versioni contrapposte di un fatto gravissimo. E i siriani, in ogni caso, sono le vittime innocenti, rassegnati a convivere con il terrore.</p>
<p>“<em>Ho paura, certo che ho paura</em>” mi dice Omar, il cameriere di un caffè della città vecchia che avevo conosciuto in passato. “<em>Se ci fossi stato io in auto, in quel momento? Quando riavremo una vita?</em>”. Domande senza risposta.</p>
<p>Incontro anche un amico che si era schierato per il cambiamento. Non era mai sceso per strada ma chiedeva, sperava in una maggiore libertà e distribuzione della ricchezza nel Paese. “<strong><em>Ho voglia di aria nuova, però mi rifiuto di credere che il governo possa ’creare’ un atto terroristico. Sarebbe diabolico e troppo pericoloso. Nessuno poteva sapere chi sarebbe passato in quel momento, chi sarebbe rimasto coinvolto</em></strong>”. Vorrei andare a trovare la famiglia di Mahmud, il bimbetto che mi chiamava sempre Luisa, ma è tardi.</p>
<p>Ogni tanto passano le auto dei Caschi Blu in viaggio per qualche missione nelle zone dove si combatte e ci sono scontri. Dove il ’cessate al fuoco’ non è stato rispettato. La gente sembra indifferente. <strong>Eppure, se la missione Onu fallisce, che ne sarà della Siria? Come fermare una escalation di violenza che fa presagire gli scenari più imprevedibili e disastrosi?</strong> E anche per queste domande non c’è ancora risposta.</p>
<p><strong><strong>Antonella Appiano in esclusiva per L’Indro <a href="http://www.lindro.it/Fotogrammi-da-Damasco,8426">http://www.lindro.it/Fotogrammi-da-Damasco,8426</a> </strong><strong>(riproducibile citando la fonte)</strong></strong></p>
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		<title>Damasco. Il giorno dopo.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 12:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Appiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi siriana]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Appiano]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
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		<category><![CDATA[Zahra Al Jadida]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, l’esplosione. Oggi la paura di un’escalation della violenza senza vie di sbocco Damasco, 11 Maggio 2011:“Temiamo un effetto Iraq”. Continuo a pensare a questa frase mentre aspetto un taxi, in una Damasco avvolta da una foschia calda. E’ venerdì, giorno &#8230; <a href="http://www.conbagaglioleggero.com/2012/05/damasco-il-giorno-dopo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ieri, l’esplosione. Oggi la paura di un’escalation della violenza senza vie di sbocco</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone" title="Damasco" src="http://www.lindro.it/local/cache-gd2/f1f0e1e6802e71874861d2ea7b801730.jpg" alt="" width="549" height="384" /></strong></p>
<p>Damasco, 11 Maggio 2011:“<em><strong>Temiamo un effetto Iraq</strong></em>”. Continuo a pensare a questa frase mentre aspetto un taxi, in una Damasco avvolta da una foschia calda. E’ venerdì, giorno di riposo e, come sempre, le strade sono vuote.</p>
<p>Ma il quartiere popolare di <strong>Zahra Al Jadida</strong> è animato, la gente rimuove le macerie. <strong>“Shufi”,shufi” guarda, guarda, e una giovane donna con l’hijab a fiori mi mostra i fori delle schegge nei muri di quella che era la sua casa, sventrata, come altre, dall’attentato kamikaze di ieri</strong>. Fonti diverse parlano di 100 chili di tritolo, 56 vittime, 372 feriti, 200 case distrutte, 80 automobili carbonizzate.</p>
<p><strong>L’obiettivo era la sede della Sezione Palestina dell’ Intelligence, un palazzo di sette piani</strong>, ma l’edificio, fortificato, ha resistito all’impatto, mentre ad essere investito in pieno da una pioggia violenta di schegge e lamiere è stato proprio il quartiere. Un uomo mi mostra pezzi di ferro che imbottivano il tritolo, finiti sul terrazzo. E aggiunge che “<em>alhambulillah</em>&#8220;, <em>non è morto nessuno nella mia famiglia</em>&#8220;.</p>
<p>Le vittime, infatti, sono state soprattutto civili. La gente che passava in auto per andare a lavorare sulla grande arteria che porta all’aeroporto. I bambini delle due scuole vicine. I vigili di una caserma adiacente al luogo dell’esplosione.<strong> Di nuovo, riascolto quella frase:”<em>Abbiamo paura di un effetto Iraq</em>”. Sono passati otto mesi, e sono ritornata a Damasco proprio nel giorno dell’attentato più grave nel Paese</strong>, un attentato che ha tutte le caratteristiche di quelli che hanno martoriato l’Iraq dopo l’occupazione militare americana del 2003.</p>
<p>Un ragazzo con il viso incerottato, afferma: ”<em><strong>Sono stati i Sauditi</strong></em>”. Si respira una certa rassegnazione. Tristezza. Ma i siriani non dimenticano la tradizionale ospitalità e, pur nella desolazione, ci offrono un bicchiere di tè.</p>
<p>L’Opposizione accusa le autorità di Damasco. Ma l<strong>a crisi, è bene sottolinearlo, si è definitivamente internazionalizzata. Nel Paese si muovono, ormai, jihadisti e salafiti radicali, siriani e stranieri, provenienti dall’Arabia Saudita, dal Qatar. Se ne deve tenere conto. </strong>Questo è, comunque, un altro colpo alla fragile tregua ottenuta dall’Onu, da <strong>Ban Ki-moon</strong> e <strong>Kofi Annan</strong>, i quali ben sanno e spesso hanno dichiarato che, se la tregua fallirà, il baratro della guerra civile, in Siria, sarà sempre più profondo ed oscuro.</p>
<p><strong>L’attentato è un episodio gravissimo, che distoglie l’attenzione sui risultati elettorali che si conosceranno fra stasera e domani. </strong>Un’altra ferita profonda per il popolo siriano.</p>
<p><strong><strong>Antonella Appiano in esclusiva per L’Indro <a href="http://www.lindro.it/Damasco-il-giorno-dopo,8406#.T7Oc8eh1CWh">http://www.lindro.it/Damasco-il-giorno-dopo,8406#.T7Oc8eh1CWh</a> </strong><strong>(riproducibile citando la fonte)</strong></strong></p>
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		<title>A Damasco. Dopo l&#8217;attentato del 10 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 08:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Appiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi siriana]]></category>

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		<description><![CDATA[Damasco, 11 Maggio 2011. Dopo il furioso attentato nell quartiere Zahra Al Jadida di Damasco. Damasco: il giorno dopo. Su L&#8217;Indro.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Damasco, 11 Maggio 2011.</p>
<p>Dopo il furioso attentato nell quartiere <strong>Zahra Al Jadida di Damasco.</strong></p>
<p><a href="http://www.lindro.it/Damasco-il-giorno-dopo,8406#.T64cB-h1CWg" target="_blank">Damasco: il giorno dopo</a>. Su L&#8217;Indro.it</p>

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		<title>Antonella Appiano dalla Siria.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 10:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Appiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi siriana]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Appiano]]></category>
		<category><![CDATA[attentati a Damasco]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
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		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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		<description><![CDATA[L’inviata de L’Indro sul terreno di scontro. Kofi Annan: ’il piano ultima chance’ per evitare la guerra civile nel paese’. La redazione Sono giorni molto critici per la crisi siriana. Da un parte il regime di Bashar al-Assad ritiene di &#8230; <a href="http://www.conbagaglioleggero.com/2012/05/antonella-appiano-dalla-siria/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’inviata de L’Indro sul terreno di scontro.</strong></p>
<p><strong></strong><strong>Kofi Annan: ’il piano ultima chance’ per evitare la guerra civile nel paese’.</strong></p>
<p>La redazione</p>
<p><img class="alignnone" title="Antonella Appiano" src="http://www.lindro.it/local/cache-gd2/678e88858c619ed57bf7338865d4c051.jpg" alt="" width="549" height="384" /></p>
<p>Sono giorni molto critici per la crisi siriana. Da un parte il regime di Bashar al-Assad ritiene di restare ben saldo al governo dopo le elezioni del 7 maggio. Ma la lotta armata continua, nonostante il cessate il fuoco imposto dall’Onu e la presenza dei suoi osservatori. Kofi Annan ha esplicitamente affermato, parlando al Consiglio di sicurezza dell’Onu, che il suo piano di pace e’ ’l’ultima chance’ per evitare la guerra civile nel paese.</p>
<p>Antonella Appiano, nostra corrispondente per il Medio Oriente è tornata a Damasco.</p>
<p>E’ stata la prima, nel suo reportage ’Clandestina a Damasco. Cronache di un paese sull’orlo della Guerra Civile’, a raffigurare l’ipotesi di uno scontro cruento tra opposte fazioni con un esito quanto mai nebuloso. Con una sola certezza: un’indicibile e drammatica sofferenza per il popolo siriano.</p>
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		</item>
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		<title>Chi sta boicottando il piano di Kofi Annan ?</title>
		<link>http://www.conbagaglioleggero.com/2012/04/chi-sta-boicottando-il-piano-di-kofi-annan/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 17:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Appiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi siriana]]></category>
		<category><![CDATA[Andres Fogh Rassmussen]]></category>
		<category><![CDATA[Bashar al-Assad]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo ha appena dichiarato il segretario della Nato Andres Fogh Rassmussen :”Non abbiamo alcuna intenzione di intervenire in Siria perché crediamo che il modo giusto di andare avanti sia perseguire una soluzione pacifica e politica”, e, quindi, che il piano &#8230; <a href="http://www.conbagaglioleggero.com/2012/04/chi-sta-boicottando-il-piano-di-kofi-annan/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1735 alignnone" title="kofi-anna-bashar-120327191909_medium" src="http://www.conbagaglioleggero.com/wp-content/uploads/2012/04/l43-kofi-anna-bashar-120327191909_medium.jpg" alt="Kofi Annan e Bashar al-Assad" width="420" height="280" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo ha appena dichiarato il segretario della Nato <strong>Andres Fogh Rassmussen</strong> :”<strong>Non abbiamo alcuna intenzione di intervenire in Siria perché crediamo che il modo giusto di andare avanti sia perseguire una soluzione pacifica e politica</strong>”, e, quindi, che il piano di Kofi Annan, inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba, venga rispettato. <span style="font-size: medium;">Il piano di Annan prevede, dopo il cessate-il-fuoco, l’apertura di corridoi umanitari, l’avvio di un dialogo politico inclusivo, la liberazione di tutti i prigionieri politici e di chi si trova attualmente in stato di detenzione arbitraria, la libertà di accesso ai giornalisti, la libertà di tenere manifestazioni pacifiche. La missione dell’Onu per ora può contare solo su una avanguardia di 16 osservatori. Il Consiglio di sicurezza ha però già autorizzato l’invio di 300 osservatori che saranno dislocati i tutti i punti caldi del fronte che contrappone forze governative e opposizione armata. Ma è appunto, il “cessate il fuoco”  il punto cruciale. </span><span style="font-size: medium;"><strong>Per il successo dell’operazione è necessario che  avvenga subito e sia bilaterale</strong>. Il conflitto deve essere smilitarizzato, non c’è dubbio.  Tutti invocano la fine delle violenze: chi  sono  allora gli attori che sulla scena boicottano il piano di Kofi Annan? </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tanti. Due giorni fa (il 28/04/2012) </span><span style="font-size: medium;">,<a href="http://www.arabpress.eu/?p=7197" target="_blank"> fonti della sicurezza libanese </a>hanno riferito di aver intercettato <strong>tre container carichi di armi destinate all’opposizione siriana armata</strong>: mitragliatrici pesanti, mortai, lanciarazzi e munizioni da artiglieria.  I container si trovavano su una nave salpata dalla Libia e diretta a Tripoli libanese, ma le autorità di Beirut che la seguivano da giorni l’hanno costretta  ad approdare al porto di Selaata. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> Di fatto il piano di Annan sembra quindi</span><span style="font-size: medium;"> ostacolato a livello internazionale da alcuni paesi della penisola arabica favorevoli ad armare l’opposizione.</span><span style="font-size: medium;"> Paesi  dalla posizione ambigua come l’Arabia saudita </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.conbagaglioleggero.com/2012/03/lambigua-politica-dellarabia-saudita/"><span style="font-size: medium;">http://www.conbagaglioleggero.com/2012/03/lambigua-politica-dellarabia-saudita/</span></a></span></span><span style="font-size: medium;"> o come il Qatar (</span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.conbagaglioleggero.com/2012/03/qatar-luci-ed-ombre/"><span style="font-size: medium;">http://www.conbagaglioleggero.com/2012/03/qatar-luci-ed-ombre/</span></a></span></span><span style="font-size: medium;"> </span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.conbagaglioleggero.com/2012/01/al-thani-un-emiro-rivoluzionario/"><span style="font-size: medium;">http://www.conbagaglioleggero.com/2012/01/al-thani-un-emiro-rivoluzionario/</span></a></span></span><span style="font-size: medium;">) che non possono certo definirsi democratici o difensori dei diritti umani.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.conbagaglioleggero.com/wp-content/uploads/2012/04/Hamad+bin+Khalifa+al+Thani+PQq4ptRi207m.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1736" title="Al-Thani" src="http://www.conbagaglioleggero.com/wp-content/uploads/2012/04/Hamad+bin+Khalifa+al+Thani+PQq4ptRi207m.jpg" alt="" width="360" height="240" /></a></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L’opposizione accusa il governo di non rispettare gli accordi, mentre la leadership di  Damasco accusa i gruppi di opposizione di collusione con movimenti terroristici. Ed  il gruppo islamista “&#8217;<strong>Fronte Al-Nusra</strong>” ha rivendicato la <a href="http://affaritaliani.libero.it/ultimissime/flash.asp?ticker=290412200219." target="_blank">responsabilità  dell&#8217;attentato suicida</a> che venerdì 27 aprile  ha ucciso a Damasco 11 persone.</span><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il gruppo “Al Nusra” aveva già rivendicato la paternità dell’attentato dello scorso 21 marzo (Fonte TMNnews) , e degli attentati del 12 febbraio ad Aleppo e del 6 gennaio.  <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Siria-tv-di-stato-terroristi-sparano-contro-Banca-centrale-a-Damasco_313255466640.html" target="_blank">E poche ore fa, a Damasco, è stata attaccata la sede della Banca centrale Siriana</a>.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Sulla delicata scena siriana, gli attori sembrano moltiplicarsi, rendendo il quadro confuso e pericoloso. E spesso rilasciano dichiarazioni contraddittorie. Perché Ghalioun, leader del Cns (una delle sigle dell’Opposizione che ha sede in Turchia) proprio all’inizio della tregua Onu, ha “auspicato l’invio di armi agli oppositori”? Perché, appena il piano era stato accettato, <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/04/01/visualizza_new.html_159760881.html" target="_blank">sempre  Ghalioun  aveva proposto di pagare i militari dell&#8217;Esercito Siriano Libero</a>? </span><span style="font-size: medium;"><br />
</span><span style="font-size: medium;">Non sembra proprio  un atteggiamento coerente ad un &#8220;cessate il fuoco”. <a href="http://www.reuters.com/article/2012/04/27/us-syria-rebels-idUSBRE83Q0S120120427" target="_blank">E anche l’esercito siriano libero sembra “fuori controllo”</a> , secondo fonti Reuters.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non un esercito unito contro il governo di Bashar-  al Assad, ma un insieme di gruppi che agiscono senza essere coordinati. In cui si mescolano oppositori,  salafiti, mercenari libici, secondo testimoni che li hanno intervistati alla frontiera fra la Turchia e la Siria. “<strong>Anche delinquenti comuni che non esitano a rapinare e uccidere”</strong> , come mi ha scritto recentemente, Salem da Aleppo.</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-1737 alignnone" style="line-height: 24px; font-size: 16px;" title="Il Presidente siriano Bashar al-Assad" src="http://www.conbagaglioleggero.com/wp-content/uploads/2012/04/siria-bashar-al-assad-avverte-occidente.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p><span style="font-size: medium;">La verità, quando non si possono accertare di persona le fonti, è sempre difficile da scoprire. Ma un elemento è certo:<strong> la pace è fondamentale per l’unità politica e territoriale della Siria e per la stabilità nell’area medio-orientale</strong>.</span></p>
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		<title>Il Fallimento degli Usa in Afghanistan e in Iraq</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 11:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Appiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Ahmed Rashid]]></category>
		<category><![CDATA[Caos Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La guerra in Afghanistan appare sempre più, con chiarezza, una impresa sbagliata, condotta come una spedizione coloniale classica, solo aggiornata con tecnologie moderne. Gli errori militari e diplomatici in quel paese affiancano una gravissima crisi economica mondiale, mostrano una cecità &#8230; <a href="http://www.conbagaglioleggero.com/2012/04/il-fallimento-dellusa-in-afghanistan-e-in-iraq/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conbagaglioleggero.com/wp-content/uploads/2012/04/afghanistan.jpg"><img class="size-full wp-image-1758 alignnone" title="Afghanistan" src="http://www.conbagaglioleggero.com/wp-content/uploads/2012/04/afghanistan.jpg" alt="Afghanistan" width="402" height="319" /></a></p>
<p>&#8220;La guerra in Afghanistan appare sempre più, con chiarezza, una impresa  sbagliata, condotta come una spedizione coloniale classica, solo  aggiornata con tecnologie moderne. Gli errori militari e diplomatici in  quel paese affiancano una gravissima crisi economica mondiale, mostrano  una cecità globale della politica e del mondo contemporaneo. Di fronte a  un vuoto profondo di conoscenza “Caos Asia” di Ahmed Rashid descrive in  modo implacabile la discesa verso il disordine di una intera regione  dell’Asia centrale, considerata dai paesi confinanti e dall’Occidente  zona di libera, piena interferenza. Questo libro, con i suoi molti  numeri e le sue citazioni di prima mano, rivela incompetenze e impunità  dei consulenti stranieri, dietro il pretesto approssimativo di  combattere il terrorismo e di portare la democrazia a Kabul&#8221;. Queste le motivazioni con cui la Giuria, ha assegnato due anni fa il premio Terzani al libro Caos Asia. Motivazioni sempre più attuali.<a href="http://www.conbagaglioleggero.com/wp-content/uploads/2012/04/afghanistan.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1730" title="afghanistan" src="http://www.conbagaglioleggero.com/wp-content/uploads/2012/04/afghanistan.jpg" alt="" width="402" height="319" /></a></p>
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		<title>Il Qatar investe in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 09:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Appiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Qatar]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
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		<category><![CDATA[economy]]></category>
		<category><![CDATA[Hamad Bin Khalifa]]></category>
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		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Smeralda Holding]]></category>

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		<description><![CDATA[Siglato l’accordo definitivo per l’acquisto di Smeralda Holding, interesse anche per un progetto romano proposto dal sindaco Alemanno Il Qatar, nuovo e promettente mercato per le imprese italiane? Per quelle che operano nel settore delle infrastrutture una possibilità, anche se la concorrenza &#8230; <a href="http://www.conbagaglioleggero.com/2012/04/il-qatar-investe-in-italia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Siglato l’accordo definitivo per l’acquisto di Smeralda Holding, interesse anche per un progetto romano proposto dal sindaco Alemanno</strong></p>
<p><img class="alignnone" title=" Hamad Bin Khalifa e Mario Monti" src="http://www.lindro.it/local/cache-gd2/3cb09f643449f0cc3e322a496a441460.jpg" alt="" width="549" height="384" /></p>
<p><strong>Il Qatar, nuovo e promettente mercato per le imprese italiane? Per quelle che operano nel settore delle infrastrutture una possibilità</strong>, anche se la concorrenza delle imprese giapponesi, cinesi e sudcoreane è agguerrita. Il piccolo Emirato sta ingolosendo molti Paesi.<strong>Ha investito</strong> infatti ben <strong>180 miliardi di dollari per interventi di modernizzazione del Paese che ospiterà i mondiali di calcio del 2022</strong>. E che ha presentato Doha, la capitale, nella rosa delle città candidate ad ospitare le Olimpiadi del 2020.<br />
Solo per la costruzione di infrastrutture per i Mondiali di calcio, il Qatar ha stanziato circa 70 miliardi: <strong>potenziamento della rete autostradale e ferroviaria, costruzione della metropolitana di Doha, nuovi stadi, progetti immobiliari e nel settore idrico. </strong></p>
<p>Ma<strong> l’Emiro</strong> <strong>Hamad Bin Khalifa</strong> <strong>ha espresso</strong>, lunedì scorso (16 aprile) durante la sua visita ufficiale a Roma, anche <strong>l’intenzione d’investire in Italia.</strong> &#8220;<em><strong>Ho chiesto all’emiro del Qatarquale fattore in passato avesse scoraggiato più di tutti gli investimenti in Italia</strong> </em>- ha raccontato il Premier <strong>Mario Monti </strong>- <strong><em>e la risposta è stata: in primo luogo la corruzione</em></strong>”. Una dichiarazione poco edificante per il nostro Paese. Intanto l’Emiro, corruzione o meno, è già passato alla fase operativa. Infatti il Fondo Sovrano del Qatar, presieduto dallo sceicco<strong>Hamad bin Jassim bin Jabr al-Thani</strong> (Primo Ministro e il Ministro degli Esteri dell’Emirato) creato nel 2006 come braccio operativo della Qatar Investment Authority, che gestisce le enormi ricchezze del Paese del Golfo, <strong>ha firmato <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2012/04/18/Turismo-Costa-Smeralda-passa-Qatar_6736523.html">l’accordo definitivo per l’acquisto diSmeralda Holding</a>, la società lussemburghese proprietaria dei più lussuosi alberghi della Costa</strong> (Cala di Volpe, Pitrizza, Romazzino e Cervo Hotel) dalla Colony Capital. L’accordo sarebbe stato siglato per 600 milioni di euro.<br />
<strong>Secondo fonti sarde non confermate, l’Emiro sarebbe anche interessato all’acquisto della compagnia aerea Meridiana.</strong> Curioso. Un filo conduttore arabo lega il ’lancio” della famosa Costa Smeralda. E’ stato infatti il principe ismaelita <strong>Karim Aga Khan</strong> con un gruppo di soci fondatori, a trasformare nel 1962, un angolo sconosciuto dell’isola, in un paradiso di lusso. La Costa Smeralda è passata poi nella mani della catena alberghiera Sheraton, assorbita daStarwood. Questa, nel 2003, l’ha venduta alla Colony Capital del miliardario americano, di origine libanese, <strong>Tom Barrack</strong> che ora la cede all’Emiro del Qatar.</p>
<p>Monti ha sottolineato l’importanza della visita “<em>che ha rafforzato l’amicizia tra i due Paesi</em>’’, e durante la quale sono stati <strong>siglati numerosi accordi che estendono la cooperazione economica bilaterale</strong>.<br />
Le relazioni bilaterali si sono intensificate <strong>soprattutto nel settore energetico</strong>: ’’<em>Quando il rigassificatore di Rovigo sarà a pieno regime sosterremo il 10% del fabbisogno annuo di gas</em>’’, ha spiegato il premier Monti, ricordando che questa intesa è finalizzata a fare dell’Italia un ’’<a href="http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-64e71fad-5ffe-4d36-a6ef-1b22a8d3480a.html"><em>hub</em></a><a href="http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-64e71fad-5ffe-4d36-a6ef-1b22a8d3480a.html"><em> energetico tra Unione Europea, Africa centrorientale e Asia</em></a>’’.</p>
<p>Infine ancora un progetto d’investimento qatariota in Italia. Sempre durante la visita in Italia,<strong>lo Sheikh Hamad bin Khalifa al-Than si è dichiarato interessato al progetto presentatogli dal sindaco di Roma Gianni Alemanno</strong>. E cioè la costruzione di un <strong><a href="http://www.france24.com/en/20120418-qatar-could-invest-ancient-rome-theme-park-reports">parco tematico di Roma antica</a> </strong>con spettacoli in un Colosseo ricostruito, bagni termali, rievocazione di famose battaglie. Location nella campagna laziale (300 ettari), con cinque nuovi hotel all’interno del parco che potrebbe ospitare otto milioni di visitatori all’anno e creare 9000 nuovi posti di lavoro.</p>
<p>Il Qatar sbarca in Italia, dunque. Vedremo se anche piccole e medie imprese italiane riusciranno a sbarcare nell’Emirato più ricco del mondo.</p>
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		<title>Marocco, emergenza famiglia.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 12:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Appiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ma le donne...]]></category>
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		<description><![CDATA[Il suicidio di Amina Filali apre la polemica. Il Ministro promette una riforma dell’articolo 475, ma specifica: “solo se la società marocchina la vuole” Si aspetta, si discute, si polemizza. Si spera, in Marocco, ma anche in Italia &#8211; fra la &#8230; <a href="http://www.conbagaglioleggero.com/2012/04/marocco-emergenza-famiglia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Il suicidio di Amina Filali apre la polemica.</strong></div>
<div><strong>Il Ministro promette una riforma dell’articolo 475, ma specifica: “solo se la società marocchina la vuole”</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong><img class="alignnone" title="Donne in Marocco" src="http://www.lindro.it/local/cache-gd2/82d878ad5017a43d3cf56247284e7f0f.jpg" alt="" width="549" height="384" /></strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div></div>
<div>
<p>Si aspetta, si discute, si polemizza. Si spera, in <strong>Marocco</strong>, ma anche in Italia &#8211; fra la Comunità marocchina &#8211; che il governo, guidato dal partito islamista Giustizia e Libertà (PJD) modifichi l’articolo 475 del proprio codice penale.<strong> Un articolo che punisce lo stupro con una pena da 5 a 10 anni di carcere, a meno che lo stupratore non sposi la donna di cui ha abusato, salvando così l’onore della famiglia.</strong><strong>L’articolo di legge per cui si era suicidata, dopo soli cinque mesi di matrimonio, <a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-17416426" target="_blank">il 10 marzo scorso, Amina Filali.</a></strong><br />
Dopo la violenza, infatti, il padre si è detto costretto a combinare il matrimonio della figlia con lo stupratore. Ma Amina non ha mai sopportato quell’obbligo.Il gesto estremo ha portato alla ribalta il problema del diritto di famiglia in Marocco (e in altri Paesi Arabo –musulmani), ma anche la considerazione di quanto, spesso, la tradizione ’sia più forte’ della legge stessa. E’ indubbio che questa norma debba essere modificata, ma perché abbia davvero ’presa’ sulla gente, non dobbiamo dimenticare che, a cambiare, deve anche essere la mentalità della società. Il Marocco, fra l’altro, ha uno dei codici di famiglia, dal 2004, più all’avanguardia in merito alla tutela della donna, ma – per la sua stessa natura- è un codice che tocca nel cuore la società (ogni società).</p>
<p>E le riforme in questo campo sono sempre state difficili. Non solo nei Paesi Musulmani. Ci siamo forse dimenticati le battaglie e i contrasti in seno alla società italiana per inquadrare giuridicamente le coppie di fatto e le coppie omosessuali? A questo punto è forse utile ricordare &#8211; a differenza di ciò che molti occidentali credono &#8211; che il diritto musulmano già dal 1800, era stato cambiato e si era uniformato ai codici europei. Anche se l’adeguamento alle leggi europee è avvenuto soprattutto nel campo del diritto commerciale e civile.</p>
<p>Dopo il tragico gesto di Amina Filali, Moustapha Khalfi, Ministro della Comunicazione e <strong>Bassima Hakkaoui</strong>, Ministro della Famiglia e dello Sviluppo Sociale (fra l’altro, l’unica donna fra i 29 ministri del nuovo governo) hanno tenuto una posizione ambigua,<strong>promettendo una revisione dell’articolo 475</strong>,<strong> ma di fatto non hanno annunciato fino ad oggi un concreto progetto di riforma.</strong> Ed è proprio di poche ore fa la notizia riportata dal ’<em><a href="http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/new-arab-order-in-morocco-uproar-over-marriage-law-tests-islamist-government/2012/04/15/gIQA2kxGKT_story.html" target="_blank">Washington Post</a></em>’ secondo cui il Ministro Bassima Hakkaoui, ha dichiarato che l’articolo 475<em>“ non può essere abrogato da un giorno all’altro</em>”, solo sotto la pressione della opinione pubblica mondiale.</p>
<p>Sembra che il Ministero della Giustizia abbia intenzione di studiare una completa revisione del codice penale ( che risale al 1962). Ma<strong> sulla revisione dell’ articolo 475, il Ministero assume una posizione cauta, dichiarando: “<em>solo se la società marocchina la vuole</em>”.</strong><br />
C’è ancora tanta strada da fare ha dichiarato <strong>Sarah Leah Whitson</strong>, direttrice della sezioneMoyen-Orient et Afrique du Nord à <a href="http://www.courrierinternational.com/article/2012/04/03/amina-victime-d-un-violeur-et-de-la-loi" target="_blank">Human Rights Watch</a>. “<em> L’articolo 475 non è che la parte visibile dell’iceberg. Malgrado le riforme del codice di famiglia del 2004, <strong>le donne non sono ancora protette dalla legge quando sono vittime di violenza</strong></em>”. Ma la società è pronta a proteggerle?</p>
</div>
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