8 Marzo e Settimana della Donna:come si festeggiano in Siria?

Non si celebrano affatto.Qui in Siria, come in molti Paesi del Medio Oriente, non è accaduto nulla e la settimana è trascorsa come le altre.
Sul quotidiano Baladna, Bassam al-Qaddi, fondatore del Syrian Women Observatory Organization for Women’s Rights, scrive:” Molte donne intervistate sull’argomento, hanno risposto di non essere a conoscenza della Settimana Internzionale della Donna. Altre hanno dichiarato di non approvare il concetto di uguaglianza di genere. Ancora Bassam Al-Qaddi, riporta lo stupore di Mariam, una casalinga 43enne:”Le donne festeggiano una giornata per se stesse? A che serve? Conosciamo i nostri diritti e siamo felici .Io credo che l’unico giorno da celebrare sia quello della mamma”.
Sono riuscita a fare la stessa domanda a due ragazze, alla Mostra dell’artista Ayman Esmandar, allestita nel cortile coperto del Khan Assad Pasha. Difficile per uno straniero.I siriani sono molto gentili ma riservati. Non si confidano volentieri. Per fortuna alle ragazze piaceva il mio vestito, si sono incuriosite e hanno incominciato a chiacchierare…Anche se poi non hanno voluto che scrivessi il loro nome. Sì sapevano del “Giorno della donna”. Avevano visto un servizio in tv. Una delle due, studentessa universitaria di Lingue, è più battagliera:”Dobbiamo cambiare molte tradizioni che ci bloccano e non ci permettono di raggiungere una vera uguaglianza ”.
Anche Bassam al-Qaddi, sottolinea nell’articolo, che le maggiori discriminazioni derivano proprio dalle tradizioni. Anche se, per garantire maggiore parità, molte leggi sulla cittadinanza andrebbero cambiate. Purtroppo oggi in Siria, le donne partecipano poco ai Movimento per i propri diritti. Per tante, a quanto pare, è sufficiente “essere la presidentessa della repubblica del cuore dell’amato” Come canta il libanese Mohammed Iskandar, nel brano che ha dedicato l’anno passato alla moglie. E che è stato a lungo in testa alle classifiche della radio anche in Siria.

Comments (2):

  1. silvana appiano

    14 Mar at 17:53

    Ammiro la tua capacità di essere dentro alle cose che scrivi. Il medio oriente non lo descrivi solo attraverso le interviste fatte in Italia o agli approfondimenti giornalistici e bibliografici…tu ci vai e vivi direttamente le realtà che descrivi. Seguendo il tuo blog capirò meglio questa tua esperienza “siriana” che si arricchirà sempre di più di situazioni raccontate “in presa diretta”. Hai coraggio e determinazione che ti accompagnano in un mondo così lontano e diverso..arrivederci al prossimo aggiornamento.
    Silvana

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    • Antonella Appiano

      14 Mar at 21:39

      Penso che sia il modo migliore per capire e poi raccontare. Soprattutto la vita quotidiana, la mentalità, il modo di essere di altre popolazioni, i valori di altre culture. Importante partire senza pregiudizi o idee preconfezionate, senza giudicare. “Con bagaglio leggero appunto”. A volte si scoprono similitudini insospettate…E i nuovi media, Internet ci permettono di trsmettere in tempo reale, situazioni, esperienze, storie, sensazioni. Antonella.

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