Il Sham City Centre di Damasco

Ieri, sul taxi per andare al centro commerciale “Sham City Centre”,  incrociavo autobus strapieni di siriani. Donne con l’abaya, ragazze con l’hijab e altre con i capelli al vento, uomini con la kefiah e altri vestiti all’occidentale. La stessa mescolanza nel lussuoso Sham City Center, nella città nuova. Mi ha colpito, come sempre, vedere donne con il niqab mentre comperavano la stessa biancheria o gli abiti per bambini, in mostra nelle vetrine di Milano.
Nel ristorante panoramico sul tetto, mamme con l’abaya e il velo nero insieme alle figlie in jeans e maglioncino…
In nessuna città araba ho mai visto, come a Damasco, un melting pot di stili così diversi. E nella città vecchia, nei caffè della via “Dritta” che parte che Bab Sharqi, o in via Bab Tuma, s’incontrano sempre gruppetti di amiche musulmane con l’hijab e cristiane in minigonna. Fumano harghile, bevono thé, mangiano kebbeh e hummus, si scambiano il rossetto, ridono, chiacchierano fitto fitto. Perché a Damasco culture e religioni diverse hanno convissuto per 15 secoli di storia. E continuano a farlo.

In nessun’altra città araba a prevalenza musulmana, il tramonto e la notte sono illuminati dal verde delle mezze lune delle moschee e dal giallo delle croci delle chiese cristiane. Mi affascina la domenica ascoltare il suono delle campane e il richiamo del muezzin. E sorrido quando penso che in Italia molta gente mi chiede se in Siria “è possibile costruire chiese”. Nel Paese, i cristiani rappresentano il 12% della popolazione e sono divisi in ben 11 confessioni.
Le elenco, secondo il numero dei fedeli: greco-ortodossa, armena-ortodossa, greca cattolica, siriaca ortodossa, armena cattolica, siriaca cattolica, maronita, protestante, latina, nestorina e assiro-caldea.
Alcune non le conosco, lo confesso. Incuriosita, mi sono ripromessa di andare ad assistere alla messa. Prima tappa, domenica prossima, la chiesa della comunità siro-ortodossa, in via Bab Tuma.

Comments (6):

  1. Francesco Crispi

    19 Mar at 12:51

    Noi cattolici conosciamo davvero poco le chiese cristiane orientali. Figurarci le altre religioni. Si dovrebbero studiare a scuola…Grazie Francesco

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  2. Claudia Fabi

    19 Mar at 12:58

    Un bel messaggio di speranza. Le differenze che si mescolano e si confrontano non possono che portare un arricchimento di pensiero e un allargamento di vedute. In Italiainvece stiamo dimostrando intolleranza e ignoranza. Chiusura. Involuzione.Claudia

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  3. Kawkab Tawfik

    20 Mar at 14:30

    è un sogno per i cristiani degli altri paesi arabi, specie per i copti…

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  4. silvana appiano

    24 Mar at 10:07

    Le notizie che ci mandi da Damasco ci danno la speranza che diverse culture e religioni possano convivere ed integrarsi in uno stesso contesto sociale. Dalla tua esperienza possiamo anche trarre la forza per continuare a chiedere e a proporre nel nostro paese, così chiuso ed intollerante, azioni e momenti di confronto e soprattutto di accoglienza di chi arriva da altri paesi.
    Silvana

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  5. Michela Curto

    24 Mar at 19:03

    Mi piacciono le sue analisi. le sento “vere”. Si capisce che nascono dal suo interesse e dal suo “amore” per quei luoghi, per la gente. Lei racconta anche la vita quotidiana, che è sempre sconosciuta. Sfatando luoghi comuni e banalità. Spero che continui a raccontarci della Siria, un Paese, particolarmente sconosciuto. Grazie. Michela

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    • Antonella Appiano

      2 Apr at 07:30

      Rispondo con ritardo,mi scusi. Ma gli eventi incalzano. Certo che lo farò! A presto. Antonella Appiano

      Rispondi

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