“Clandestina a Damasco”, una cronista in Siria. (da Repubblica.it)

Antonella Appiano è l’autrice del reportage costruito giorno dopo giorno in tre mesi di permanenza nel paese mediorientale, con le sue diversissime etnie e religioni, oltre che con le centinaia di migliaia di profughi fuggiti dalla guerra irachena. Le molte identità che è stata costretta ad assumere. Alle manifestazioni con il velo islamico.

Manifestazioni pacifiche in Siria

ROMA – Alla Casa delle Letterature di Roma (in piazza dell’Orologio) viene presentato il libro “Clandestina a Damasco”, di Antonella Appiano. Si tratta di è lungo reportage, in forma di diario, scritto alla fine di un soggiorno durato tre mesi in Siria, un Paese che ha dimostrato di saper accogliere migliaia di profughi durante i momenti caldi della guerra in Iraq, oggi agitato dalle rivolte e dove è difficilissimo (se non impossibile) svolgere il lavoro di cronista, per l’estrema difficoltà poste dalle autorità siriane nel rilascio di accrediti-stampa. Antonella Appiano  è stata costretta a cambiare diverse identità – come ha raccontato oggi ad Anna Maria Giordano durante Radio 3 Mondo (in onda su Radio 3 alle 11.30 di ogni giorno). Un cambio di identità più volte imposto dalle difficilissime condizioni di lavoro per una giornalista che – come lei stessa ha dichiarato – ha avuto solo tentare di capire cosa stesse succedendo davvero in quel Paese, ascoltando tutti, sia gli oppositori che sono scesi in piazza rischiando di essere ammazzati dalla polizia, che quanti invece restano convintamente schierati con il governo di Bashar al Assad.

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