Fratelli musulmani e Salafiti. Chi sono ?

di Antonella Appiano

Nella prima tornata elettorale di fine novembre, in Egitto, la coalizione guidata dal Partito “Libertà e Giustizia” dei Fratelli Musulmani ha ottenuto circa il 40% dei voti, seguita dal Partito salafita “Al-Nour” (la Luce) con il 25% delle preferenze. Anche al secondo turno delle legislative egiziane, con un risultato del 39% , il Partito Liberta e Giustizia, ha rivendicato la supremazia politica nel Paese. Secondi, come alla prima tornata, ancora i salafiti del partito Al- Nour, con oltre il 30%. I termini “Fratellanza musulmana e Salafismo” sono ritornati sulle pagine dei giornali suscitando diffidenze, paure e alimentando dibattiti. Ma chi sono? Come nascono? Qual è il loro programma politico? E soprattutto quali sono le differenze fra i due movimenti?

In Egitto (dal sito Asianews.it)

Fratellanza musulmana

Anno di nascita: 1928, dopo il crollo dell’Impero Ottomano, in Egitto.

Fondatore: Hasan al-Banna

Storia.Il messaggio del movimento era semplice. Una riforma spirituale e dei costumi che avrebbe portato, di conseguenza, ad una trasformazione della società islamica in senso positivo e costruttivo. Ma l’idea della “politicizzazione” dell’Islam era nuova e di forte impatto. Nata come organizzazione, la Fratellanza si trasforma quindi in soggetto politico attento alle classi sociali deboli. “L’Islamizzazione” quindi parte dal basso su una base popolare. I Fratelli musulmani conquistano il favore della popolazione egiziana perché s’impegnano nell’assistenza ospedaliera, nelle scuole.

Programma politico: Si oppongono alla secolarizzazione delle nazioni islamiche, divulgano il dovere di fedeltà ai valori islamici tradizionali. Sono tradizionalisti quindi ma non integralisti.

Diffusione: Nasce in Egitto ma si espande rapidamente in tutto il mondo arabo. In Siria, in Palestina e Giordania, Iraq. E in tutto il mondo musulmano non arabo.

Finanziamenti: profitti derivati dalle loro proprietà e finanziamenti dai Paesi del Golfo e dall’Arabia Saudita

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Salafismo – Salafiyya

Anno di nascita: seconda metà del XIX secolo

Principale teorico: Muhammad Abduh, egiziano, seguito poi dal discepolo siriano Rashid Ridà.

Storia: secondo il Salafismo degli inizi l’Islam non è solo una religione ma –come scrive lo storico Massimo Campanini- “una civiltà nel senso più pieno del termine che richiedeva dunque “ un ritorno alle origini, sull’esempio dei salaf e cioè la prima generazione dei credenti, dei compagni e successori del Profeta”. Ma questo ritorno a un Islam puro implicava anche la necessità di incamminarsi verso progresso e sviluppo, verso una modernità in cui appunto l’Islam potesse trovarsi in armonia.

Programma politico. Il salafismo contemporaneo è una emanazione wahhabita ( il wahabismo è una corrente rigorista , l’ideologia ufficiale della Stato saudita). Prevede un risveglio dell’Islam che deve passare attraverso le fonti, le origini. Quindi si attiene a una rigida adesione dei dettami coranici e della vita del profeta Muhammad. I salafiti rifiutano l’occidentalizzazione.

Diffusione. Presente in tutto il mondo musulmano, in rapida ascesa negli anni Novanta.

Finanziamenti: Paesi del Golfo, soprattutto Arabia saudita.

Differenze

I salafiti, hanno concezioni molto più intransigenti e rigorose rispetto ai Fratelli Musulmani. Alcuni esempi. I Fratelli Musulmani tendono a uno Stato civile ispirato ai principi generali della sharia. I salafiti vogliono invece l’applicazione letterale della legge islamica. Il pensiero dei salafiti si fonda sul principio della la supremazia della legge divina su quella umana e si avvicina dunque a quello di Stato teocratico. Una idea in netta opposizione a quella di Stato civile islamico dei Fratelli musulmani. Ancora. I Fratelli Musulmani sostengono i valori della famiglia e incoraggiano i ruoli tradizionali della donna; prevedono però per le donne anche un ruolo attivo in politica. I salafiti sono invece favorevoli a una ”differenza di genere”. In Egitto, sono stati costretti perché la legge lo imponeva, a candidare le donne. Ma hanno sostituito le foto elettorali con quelle dei mariti o con immagini di fiori.

Bisogna infine sfatare un fraintendimento. L’Occidente tende a confondere i gruppi fondamentalisti ( sia quelli che incominciarono ad operare dagli anni Settanta, sia quelli degli anni Novanta) con la Fratellanza Musulmana e il Salafismo. Invece i gruppi fondamentalisti sono stati “emanazioni estremizzate” dei movimenti. Oppure come scrive ancora Massimo Campanini “gruppi che dalla Fratellanza musulmana mutuavano parte del linguaggio e della parole d’ordine politiche”. Non dimentichiamo che la Fratellanza musulmana mira ad una “islamizzazione dal basso” attraverso l’educazione, la propaganda negli strati sociali e rifiuta quindi la lotta armata. I fondamentalisti hanno invece sempre cercato una “islamizzazione dall’alto”, imposta con le armi e la rivoluzione. Un altro “errore” dell’occidente è quello di identificare l’Islam moderato con i regimi che fino ad ora sono stati al potere per esempio in Egitto, in Tunisia. Certo esiste un islam moderato, se vogliamo usare questo termine. Ma è quello dei movimenti politici che rifiutano la violenza. E’ quello della società civile.

Comments (2):

  1. cinzia aicha rodolfi

    11 Gen at 10:25

    mi sembra tutto esaustivo , solo una precisazione all’ultimo concetto che va a rinsaldarlo : in tunisia e in egitto di fatto i governi appena caduti non avevano nulla a che vedere con l’islam perciò non si può parlare di alcun tipo di “islam moderato”
    mi piacerebbe invece evidenziare che in tunisia oggi esiste una reale , forte e ottima prospettiva di un governo a maggiornaza musulmana ma di stampo democratico dove all’interno ( Dio volendo) ci saranno esponenti non islamici come ci assicura il Dott Ghannouchi e lo Sheikh Mouro ci sarà libertà di scelta e di parola e condivisione di idee per la cosidetta rinascita della tunisia ;
    in Egitto sono sulla strada per qualcosa di simile per cui nessun fondamentalismo ma sana condivisione anche se la matrice sarà islamica, e dovremmo ben pensare che comunque anche in Italia per anni la democrazia cristiana ha governato sotto l’attenta supervisione e interferenza del vaticano.
    Ovvero possibile un governo di stampo religioso e soprattutto con una forte etica e morale religiosa, ma che dialoga , parla e rispetta ogni diritto umano e civile dei laici … questo è un probabile futuro di ogni stato arabo che oggi è in rivolta , laddove ricordiamo le rivolte sono prima di tutto rivolte popolari per i diritti umani ….. pace a tutti Cinzia Aicha

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