Marie-Yvonne Kakon e gli ebrei del Marocco.

Testimone di un paese a prevalenza Musulmana dove esiste una completa integrazione culturale.

Nell’affastellarsi di commenti, analisi e previsioni dopo la vittoria, in Marocco, del partito islamico Giustizia e sviluppo alle elezioni parlamentari del 25 novembre, sui media italiani è passata inosservata una notizia. La candidatura di Marie-Yvonne Kakon , 57 anni, 4 figli, consulente immobiliare. Perché donna? No, perché Marie Kakon, è ebrea. Una candidatura significativa quindi in un Paese a prevalenza musulmana. Ma un Paese, come ha dichiarato la stessa candidata al quotidiano ’Akhbar al-Yaoum’, “dove arabi, amazigh (berberi) ed ebrei hanno vissuto fianco a fianco per secoli senza problemi”.

E non solo. La candidata aveva già conquistato 30mila voti nelle elezioni del 2007, un numero che le avrebbe permesso di entrare in parlamento, se il suo partito, il PCS (Piccolo Centro Sociale) avesse superato la soglia del 6 per cento dei voti a livello nazionale. 30milamila voti in un Paese con solo 2.500 elettori ebrei, rappresentano una vittoria. Ancora secondo il quotidiano ’Akhbar al-Yaoum’, “il successo di un candidato ebreo in un paese musulmano potrebbe sembrare sorprendente, ma non in Marocco, dove esiste una completa integrazione culturale”.

Fra le varie iniziative, che si svolgono regolarmente nel Paese nordafricano e che testimoniano la tradizione di apertura e di multiculturalismo, significativa quella coordinata dall’Università di Al-Akawayn di Ifrane. L’Ateneo ha organizzato, nel settembre scorso, un convegno per promuovere la conoscenza della persecuzione e del piano di annientamentdegli ebrei europei durante la Seconda Guerra Mondiale. La stessa Marie-Yvonne, pur sottolineando la sua identità marocchina, è autrice di molti saggi sulla cultura ebraica in Marocco. Una storia interessante, da conoscere. Gli ebrei hanno vissuto in Marocco findall’antichità anche prima delle ondate in fuga dalla Spagna (insieme ad arabi musulmani) dopo la ’reconquista’ del 1492 e la persecuzione dell’Inquisizione spagnola.

Prima degli anni Cinquanta, in Marocco vivevano circa 300mila ebrei ma dopo e la creazione dello Stato di Israele nel 1948, la maggior parte degli ebrei marocchini sono emigrati in Israele, Francia e Stati Uniti. Oggi in Israele vivono circa un milione di cittadini di origine marocchina, mentre in Marocco la Comunità ebraica conta circa 2.500 persone, concentrata soprattutto a Casablanca, Agadir, Marrakech.

E se Marie Kakon è la prima donna ebrea ad aver partecipato alle elezioni parlamentari, in questo particolare momento storico delle ’primavere arabe’, dovremmo sapere che il Marocco già avuto in passato alcuni importanti uomini politici ebrei. Serge Berdugo Ministro del turismo nel 1990, per esempio, e André Azoulay, consulente di Re Hassan II, padre dell’attuale Re Mohammed VI.

In occidente siamo abituati a dare solo risalto a notizie negative. E in particolare in Italia di fronte al recente scenario mediorientale e nordafricano in mutamento, sappiamo evidenziaresolo alcuni elementi, “l’emergere dei gruppi islamisti, la tensione fra Arabia Saudita e Iran, ilriesplodere dei sentimenti antisemiti al Cairo”. Cercando sempre connotazioni negative. Sull’Islam politico ho già scritto in ’Islam e democrazia’.

L’Islam politico del 2011 non è quello degli anni Settanta e Ottanta e non esiste un riflusso antisemita nella regione. Anzi. A ben pensarci i sentimenti antisemiti sono stati alimentati proprio da quei regimi che ci ostiamo a chiamare ’laici’, come valvola di sfogo di società impoverite e represse. Come può essere laico uno stato che deve proteggere tutte le comunità confessionali?

Antonella Appiano in esclusiva per L’Indro http://www.lindro.it/marie-yvonne-kakon-e-gli-ebrei-del-marocco/ (riproducibile citando la fonte)

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