Il bivio siriano.

Da un lato l’appoggio di Russia, Cina e Iran, dall’altro l’inasprimento delle posizioni americane. Intanto il Paese continua ad essere teatro di violenze.

La Siria a un bivio? E’ destinata a diventate terra di scontro fra lo schieramento arabo-statunitense e quello russo-iraniano? Oppure stiamo assistendo solo ad ’una prova di forza’ delle vecchie superpotenze? Secondo fonti della Cnn, il Pentagono ha preso in esame l’ipotesi di un intervento militare contro la Siria. L’Unione Europea si è dissociata, ribadendo, ancora una volta, che la ’Siria non è la Libia’. Mentre il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, ha annunciato oggi una missione congiunta delle Nazioni Unite e della Lega Araba (che aveva interrotto l’incarico dei suoi osservatori lo scorso 28 gennaio).

L’Italia ha richiamato a Roma, per consultazioni, l’ambasciatore a Damasco Achille Amerio, anche se la nostra ambasciata, come ha dichiarato la Farnesina “rimarrà aperta per garantire l’assistenza ai connazionali presenti nel Paese”. Dopo la chiusura di lunedì dell’Ambasciata americana, anche la Francia, la Spagna, il Belgio e l’Olanda, hanno richiamato i propri diplomatici.

Ma il regime siriano non sembra cambiare linea. Senza dubbio, il presidente Bashar-al-Assad ha dalla sua parte Mosca e Pechino che, con il duplice veto contro la Risoluzione di condanna del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, hanno confermato ancora una volta di sostenere la leadership al potere.

E l’Iran. Anche il Presidente Mahmud Ahmedinejad ha ribadito l’appoggio alla Siria accusando “gli Stati Uniti e i loro alleati di voler provocare una guerra nella regione per infrangere il fronte della resistenza islamica”.

Questi i fatti. Le dichiarazioni. Ma ancora una volta, dietro il palcoscenico, la scena è meno chiara. A Homs, sotto assedio, si continua a combattere ma il fronte non è uno solo.Manifestanti armati, civili inermi, soldati del Free Syrian Army, lealisti. E qui i fatti non sono confermati da fonti indipendenti. Informazione e controinformazione si alternano gettando luci e ombre. La tv di stato siriana comunica di un’esplosione di un’autobomba nel quartiere di Bayada , ad opera di ’bande di terroristi’ che ha causato morti e feriti fra i civili e le forze di sicurezza. Secondo le dichiarazioni dell’Opposizione, attraverso il canale satellitare del Qatar Al Jazeera, la città è sotto assedio e nella sola mattinata di oggi sono morte più di quaranta persone.

Ormai siamo alla stretta finale – mi scrive Omar, ex abitante di Homs, che è riuscito a scappare e a rifugiarsi a Damasco, una settimana fa – o gli Usa con i suoi alleati ci attaccheranno tra pochi giorni ,oppure Homs verrà ripulita dagli insorti armati e per gli Stati Uniti e chi ha finanziato questo inferno andrà tutto a rotoliA Homs non c’è un bombardamento indiscriminato come raccontate in Occidente, ma una battaglia tra terroristi e esercito. Ci sono già militari stranieri. Ieri sono state trovate addirittura armi al fosforo anti carro tra le mani dei ribelli”. Ma arrivano anche altre testimonianze, opposte. Video che mostrano tutto e il contrario di tutto. Guerra mediatica.

Le dichiarazioni di Omar non possono essere provate. Però la Turchia ospita nella provincia di Hatay, al confine con la Siria, il quartier generale del Free Syrian Army. E Ankara si è da tempo espressa a favore della creazione di corridoi umanitari e zone cuscinetto ai confini con la Siria, creando la possibilità di operazioni in territorio siriano. Senza contare che il Qatar- che aveva già finanziato e addestrato i ribelli in Libia – potrebbe fare la stessa cosa in Siria. Sembra impossibile, ma undici mesi fa, a metà marzo del 2011 – durante le prime manifestazioni pacifiche – si chiedevano solo ’riforme’.

Antonella Appiano in esclusiva per L’Indro http://www.lindro.it/Il-bivio-siriano/ (riproducibile citando la fonte)

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