Siria: frontiere calde con Turchia e Libano

Il Presidente Bashar al-Assad promulga una nuova legge antiterrorismo e, attraverso il quotidiano turco Cumhuriyet, esprime il suo rammarico per il caccia turco abbattuto dalla contraerea siriana.

Le Road Map fino a ora sono servite poco in Medio Oriente. E quella proposta sabato scorso a Ginevra da Kofi Annan durante la riunione del ‘Gruppo d’azione sulla Siria’ sembra seguire la scia delle altre. Kofi Annan giudica ‘imperativo’ il cessate il fuoco in Siria per guidare la transizione politica. Scontato. Ma in tutto il Paese continuano gli scontri e i bombardamenti. Le poche e-mail che mi arrivano ancora esprimono incertezza, dubbi, paure.

L’accordo di Ginevra sulla Siria è vago. Ambiguo. Secondo gli Stati Uniti,apre la strada all’era post Assad”, mentre per la Russia e Cina “spetta ai siriani scegliere il proprio futuro. Il testo non è abbastanza concreto “per avviare un’azione reale e immediata“. Lo ha dichiarato anche Bassma Kodmani, portavoce del CNS (Consiglio nazionale siriano) principale raggruppamento dell’opposizione. Opposizione, d’altra parte, sempre più divisa.

Alla riunione che si è svolta ieri al Cairo non hanno partecipato infatti l’Esercito siriano Libero e altri gruppi di ribelli. Si conferma quindi la spaccatura fra il direttivo del CNS basato all’estero, in Turchia, e il braccio operativo in Siria. I ‘contestatori’ non si sono trovati d’accordo con il programma della Conferenza del Cairo perché “non contemplava la richiesta di un intervento militare internazionale e di zone-cuscinetto protette, corridoi umanitari, no-fly zone per i ribelli”. I due gruppi non sono ancora riusciti a trovare un’intesa su un comando unico, né una strategia unica. Divisioni, accuse reciproche. Un clima ben diverso da quello evocato durante il summit di Ginevra.

Intanto il Presidente Bashar, con l’intervista di oggi al quotidiano turco Cumhuriyet, assicura che “non era nelle sue intenzioni la distruzione del caccia turco lo scorso 22 giugno da parte della contraerea siriana. Un incidente. E assicura che “non permetterà che la tensione politica tra Ankara e Damasco degeneri in un conflitto aperto. Le parole sembrano un tentativo di calmare le acque. Infatti dopo l’episodio si sono verificate schermaglie al confine tra caccia turchi ed elicotteri siriani. Secondo fonti militari turche sei Jet F-16 di Ankara hanno dovuto alzarsi in volo perché elicotteri siriani si erano avvicinati al confine. Problemi anche alla frontiera con il Libano. Fonti della sicurezza a Beirut hanno dichiarato che “due agenti di polizia siriani sono stati feriti a Al Hejrn da un razzo lanciato dal territorio libanese. E che in seguito all’incidente i siriani hanno sconfinato per dare la caccia ai responsabili”.

Intanto l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana ha reso noto che il Presidente Bashar al Assad ha promulgato tre nuove leggi anti-terrorismo. In sintesi il testo prevede che venga considerato atto di terrorismo qualsiasi azione volta a creare uno stato di terrore tra la popolazione e a destabilizzare la sicurezza del Paese, ad arrecare danno alle infrastrutture dello Stato.

A più di un anno dall’inizio della crisi in Siria, costata la vita a migliaia di persone, la diplomazia internazionale è in stallo nonostante le dichiarazioni ottimistiche. L’Opposizione discute e non trova un accordo. L’unica voce presente sembra, purtroppo, quella delle armi.

Antonella Appiano in esclusiva per L’Indro http://www.lindro.it/siria-frontiere-calde-con-turchia-e-libano/ (riproducibile citando la fonte).

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