Al-Qal’a, la cittadella.

Colpi di cannone, raffiche di mitragliatrice e carri armati a circondare la cittadella: prosegue la guerra-guerriglia urbana combattuta in mezzo ai civili.

Aleppo. Alle 11 di mattina in piazza Saadallah al Jabiri, nel quartiere di Jamilieh, davanti al mio albergo, sfilano lentamente i carri armati dell’esercito siriano (alcuni sono T-72 di fabbricazione russa). Secondo il portiere, dopo la ’riconquista’ di Salaheddine, la roccaforte dei ribelli, si stanno dirigendo verso la zona di Bab al-Hadid, a sud della cittadella, al-Qal’a, il monumento più conosciuto della città e simbolo della sua storia antica.

L’offensiva da parte dell’esercito regolare, contro gli insorti, a Salaheddine, è iniziata ieri mattina. La ’riconquista’ del quartiere, confermato e smentito più volte ieri, nel corso della giornata dalle autorità siriane e dagli oppositori (il comandante della brigata Taweed aveva dichiarato “siamo a Sahaeddine e ci restiamo“) oggi sembra cosa certa. E di nuovo, Amal mi assicura, per telefono, “entro un paio di ore potrai entrare”. Ma la chiamata non arriva. Un amico che “non combatte ma appoggia la resistenza” mi dice che ci sono ancora sacche di resistenza perché, quando l’esercito riesce a riprendere il possesso di una zona, gli insorti si organizzano: ripiegano certo ma, creando nello stesso tempo, un avamposto in un’area vicina e lasciando cecchini.

La strada Islat Assaba Bashrat è deserta fino allo sbarramento dei carri-armati. Un uomo passa in bicicletta, indifferente, incominciano i cannoneggiamenti. Intercalati da raffiche di mitragliatrice. Le ore passano lente nella sede di AKS Assayx, un giornale on line che è stato occupato dall’esercito, come base operativa. Colpi di cannone, sordi e monotoni. Raffiche di mitragliatrice. Questa è una guerra- guerriglia urbana, combattuta purtroppo in mezzo ai civili. In una città divisa, che ricorda un poco la guerra civile di Beirut. Perché se la parte sud orientale della capitale del nord, è distrutta, l’altra parte è intatta e vive in mezzo a una guerra che si combatte a qualche quartiere di distanza in una normalità quasi sconcertante. Surreale.
Arrivo alla cittadella circondata dai carri armati.
Il portone principale è stato danneggiato da un colpo di mortaio. Ma al-Qal’a, la cittadella, è lì, imponente, massiccia, sotto il sole, sulla sommità della collina, a ricordare tutte le battaglie vinte o perdute.

Antonella Appiano in escusiva per Lindro (riproducibile citando la fonte)

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