Beirut: una capitale sottotono

La situazione in Libano

BEIRUT: UNA CAPITALE SOTTOTONO

Il viaggio diplomatico del Pontefice e il discorso politico di Nasrallah in un Paese preoccupato per la guerra in Siria e le proteste che scuotono il mondo arabo.

“Tristezza. Si respira tristezza” racconta Francesco Mazzucotelli, ricercatore all’Università Cattolica di Milano, in Libano per lavoro e raggiunto telefonicamente a Beirut“Ora che è ripartito il Papa, la città è sottotono, poca gente per le strade, considerevoli schieramenti di militari e forze dell’ordine anche in centro”Beirut, una città vivace, attiva ed energica nonostante le memorie della lunga guerra civile, appare spenta. D’altra parte – dopo le violente proteste che hanno coinvolto ormai una ventina di Paesi musulmani per il film anti-islamico sulla vita del Profeta, prodotto negli Stati Uniti – anche in Libano il livello di ’allerta’ si è alzato. Il ministro degli interni Marwan Sharbel ha dichiarato:“Abbiamo intensificato le misure di protezione a tutte le sedi che ospitano uffici e rappresentanze diplomatiche, commerciali e turistiche americane”.

Tre giorni fa ci sono stati scontri nel nord, a Tripoli. E decine di migliaia di persone hanno partecipato, ieri, alla manifestazione organizzata a Beirut dal movimento sciita Hezbollah. Il leader, Hassan Nasrallahin un discorso ripreso da ’al Manar’, l’emittente del ’Partito di Dio’, e da altri canali arabi, ha chiesto la rimozione del film e ha invitato i libanesi a scendere in piazza. Un discorso posticipato per rispettare la presenza di Benedetto XVI sul suolo libanese.

Francesco Mazzucotelli sottolinea “i punti fondamentali del discorso di Nasrallah : il film non rappresenta un problema di natura religiosa tra cristiani e musulmani; è solo un pretesto politico per fomentare la discordia religiosa (ritorna quindi la tesi del complotto americano). Il leader è stato molto abile dal punto di vista politico, nel trasformare la questione della pellicola blasfema, in un mezzo di legittimazione e mobilitazione politica. Nasrallah non si è limitato a evidenziare la natura non-religiosa del fatto ma ha anche ripreso le parole del Papa sulla convivenza nella parità e sul dialogo interconfessionale”.

E la manifestazione? Imponente, anche se non saprei quantificarla numericamente. Nel complesso ordinata e pacifica. Si è svolta in viale Hady Nasrallah, nella periferia meridionale di Beirut (zona tradizionalmente sciita). Ero lì nel pomeriggio. Molte famiglie con i bambini, donne e ragazze, servizio di sicurezza presente ma non ossessivo”, riferisce ancora Francesco Mazzucotelli.

“La crisi si sente in Libano” racconta Joseph, direttore di un albergo del quartiere di Hamra.“Pochi turisti quest’anno. La vita è cara, le spese aumentano. E’ innegabile il fatto che il Paese viva un equilibrio precario. La guerra civile siriana a due passi, i profughi e ora le tensioni generate dall’attacco all’ambasciata americana di Bengasi con la morte dell’ambasciatore e le proteste per il film contro Maometto”.

Intanto dal 16 settembre, nel Paese dei Cedri, si sono svolte le commemorazioni per il trentesimo anniversario del massacro dei campi Profughi di Sabra e Shatila, l’evento più cruento nella storia del conflitto israelo-palestinese.

Giorni difficili per gli equilibri del Medio Oriente. Giorni in cui il leit-motiv della convivenza multi-religiosa, della pace, della tolleranza, ripreso come un mantra dal Papa, dai Patriarchi e dalle forze politiche libanesi, può apparire banale, scontato. Ma anche, rappresentare un segnale chiaro di volontà e di impegno. Non solo di speranza.

Antonella Appiano in esclusiva per L’Indro http://www.lindro.it/Beirut-una-capitale-sottotono/(riproducibile citando la fonte)

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