“L’OFFENSIVA SU GAZA, UNA PROVA PER MORSI”

“Esiste una capacità missilistica che Israele credeva smantellata e che ora si è dimostrata, al contrario, potenziata”

Beirut – Incontro Sayyed Ibrahim Moussawi, responsabile del Dipartimento Media e Informazioni e membro dell’Ufficio Politico di Hezbollah, in un palazzo dell’intricata periferia sud di Beirut, storica ’roccaforte’ della comunità sciita.

Ormai è guerra fra Israele e Gaza. E ha un nome, ’Pilastro di Sicurezza’. Dopo l’uccisione, mercoledì scorso, di Ahmed Jabari, capo del braccio militare di Hamas, Ezzedine-al Kassame la successiva pioggia di missili che ieri ha colpito anche la periferia di Tel Aviv, stanno proseguendo i bombardamenti israeliani a Gaza- City: almeno una ventina di morti e centinaia di feriti.

Qui in Libano, il leader del Partito Hezbollah, Hassan Nasrallahha invitato i Paesi Occidentali e arabi a fare pressione sulle Nazioni Unite per fermare l’attacco israeliano. Scambio di accuse delle due parti. Israele minaccia una nuova offensiva via terra delle truppe Tsahal contro Gaza e Hamas ribadisce il diritto di difendersi- dice IbrahimMoussawi. Ma lo scenario, rispetto all’operazione ’Piombo Fuso’ del 2008-2009 è diverso, pur presentando alcuni elementi in comune.

Quali sono le ’costanti’?

La vicinanza delle elezioni politiche, che si svolgeranno a gennaio, in Israele. La necessità di controllare la capacità e la preparazione della resistenza armata in Gaza. E il fatto che nell’agenda israeliana sia sempre al primo posto, la determinazione di eliminare i capi del braccio militare di Hamas.

La situazione nell’area è però diversa rispetto al 2008…

Infatti, potremo dire che questa offensiva è anche un test di prova per il nuovo Egitto di Mohamed Morsi. Il quadro generale è mutato con il cambio di leadership. Anche in Giordania, il secondo Paese arabo ad aver riconosciuto Israele, si stanno svolgendo manifestazioni. E non sappiamo che esiti avranno.

Il Presidente Morsi ha richiamato l’Ambasciatore egiziano a Tel Aviv e si è espresso condannando Israele, pensa che continuerà su questa linea?

Dobbiamo dare tempo alla nuova leadership della Fratellanza Musulmana [con un mezzo sorriso, ndi].

Questa volta da Gaza sono partiti razzi potenti e a lunga gittata, i Fajr-5 che hanno colpito anche la periferia di Tel Aviv. Nessun razzo o missile mai lanciato dalla striscia era arrivato così lontano. Che cosa è successo dal 2008?

Esiste una capacità missilistica a Gaza che Israele credeva smantellata e che ora si è dimostrata, al contrario, potenziata. Ed è stato un colpo per Israele e il mondo. In questi due anni Hamas e gli altri gruppi di resistenza come la Jihad Islamica si sono riorganizzate. Gli stessi leader di Hamas hanno dichiarato di aver ricevuto aiuti dall’Iran, da Hezbollah. E soprattutto, per Hamas, è importante dimostrare che è sempre presente una ’cultura della Resistenza’.

Secondo lei il conflitto si estenderà? C’è il rischio di una guerra regionale?

Aspettiamo qualche giorno, è presto per dirlo. Vediamo il lavoro delle diplomazie. Le intenzioni di tutti i Paesi coinvolti.

Intanto già nel secondo giorno di conflitto, Tel aviv ha richiamato in servizio 30 mila riservisti. Oltre un milione di israeliani sono potenzialmente raggiungibili dai razzi di Hamas e della Jihad islamica. E l’esercito israeliano continua a bombardare la Striscia. Tel-Aviv colpisce nuovi obiettivi, i razzi di Hamas colpiscono il sud di Israele.

Un conflitto che può esplodere e trascinare l’intera regione verso scenari pericolosi.

di Antonella Appiano, in esclusiva per L’Indro: L’OFFENSIVA SU GAZA, UNA PROVA PER MORSI 

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