Nilo Domanico: ingegnere, fotografo e viaggiatore in Oman – Storie di Expat

”Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare,
tre concetti che riassumono l’arte della fotografia”.
Helmut Newton

« Ho incominciato a fotografare quando frequentavo le superiori, durante una gita scolastica, e non ho più smesso» racconta Nilo Domanico. La voce è pacata ma gli occhi brillano quando parla della sua passione: la fotografia. Nilo è ingegnere. Il lavoro gli ha permesso di viaggiare in Egitto e in Yemen, negli Emirati Arabi, in Oman. Ed è un expat che si è sempre interessato ai luoghi, alla gente, alla cultura, alle tradizioni del Paese in cui si è via via trasferito. Cercando – con le immagini – di catturare storie, di trasmettere emozioni.

Da otto anni, vive e lavora nel Sultanato Oman. Otto anni in cui Nilo ha girato, curiosato, esplorato il Paese. Un Paese antico, che bisogna scoprire e assaporare lentamente, visitando l’interno- così diverso dalla raffinata e cosmopolita capitale- i vecchi villaggi incastrati nella roccia delle montagne; i wadi più nascosti. E ancora: il mare, il verde sorprendente delle oasi, il deserto. Uno spettacolo di paesaggi inaspettati e anche uno spaccato di tempi lontani, di tradizioni mantenute intatte durante la modernizzazione.

Ho conosciuto Nilo e ho visto per la prima volta le sue fotografie, l’anno scorso, nella galleria del “Museo Bait Al Zubair”, a Muscat, per la mostra fotografica che aveva inaugurato, il 25 Maggio, la “Settimana Italiana in Oman”. Quaranta immagini, raccolte anche in un libro: “Sulle tracce delle Pietre del Destino”.

«E’ un testo che precorre un romanzo storico al quale sto lavorando da anni » racconta ancora Nilo, «un viaggio fotografico nei luoghi che saranno protagonisti del romanzo appunto- dall’Italia al Sultanato di Oman- attraverso l’Egitto e la Scozia».

Certo Nilo ha talento. Le sue immagini rivelano però anche studio, tenacia. Una ricerca costante. Aggiunge: «Prima ho fotografato la natura, i paesaggi poi, piano piano, sono passato ai ritratti».

«Prima ho fotografato la natura, i paesaggi poi, piano piano, sono passato ai ritratti» Condividi il Tweet

I ritratti mi piacciono in maniera particolare: pescatori, contadini, bambini. Luce e colori, ritmo. Il movimento che è vita, fermato nello scatto, ma che continua a essere vita mentre guardi la fotografia. Mi piacciono i primi piani che rivelano un ventaglio di stati d’animo: serenità, sofferenza, allegria, dolcezza, stupore, con una ricchezza di sfumature che Nilo ha saputo “vedere”.

La macchina fotografica, infatti, è solo uno strumento, è il fotografo a fare la differenza. La sua sensibilità.

Il celebre Ansel Adams: «Non ci sono regole per una buona foto, ci sono solo buone fotografie». Nilo si serve, ovvio di una macchina fotografica professionale ma non si “fossilizza”: «Lo strumento migliore per fotografare è quello che hai a portata di mano quando vedi un’immagine che ti colpisce» conclude sorridendo.

Chi è Nilo Domanico.

Ingegnere progettista, è nato a Rossano, in Calabria e ha studiato a Roma perfezionando la laurea in Gran Bretagna, con un Master Sciences (Management of the Energy, Environment and Waters) all’Università di Durham. Vent’anni di esperienza in Europa e nei Paesi del Golfo, in diversi settori. Nel Sultanato di Oman: l’Hotel Radisson Blu a Sohar, il Terminal della Raysut al Porto di Duqm, il Terminal della Oman Air, nel nuovo Aeroporto Internazionale a Muscat.

Adesso è impegnato, come Project Director, nella realizzazione dell’”Oman Botanic Garden”, ad Al Khoud, che si svilupperà su un’area di 423 ettari diventando così il più grande giardino botanico della Penisola Arabica.

Il Libro fotografico: “Sulle tracce delle Pietre del Destino”, in italiano e inglese, è in vendita nel reparto
“Gift” del National Museum di Muscat e nelle librerie della catena Borders, in Oman. E, naturalmente, nelle
librerie on line.

Le fotografie del post sono di Nilo Domanico.

 


Ti potrebbero interessare:

Vita da Expat, l’occhio dello straniero

Andiamo in un altro paese

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Aeroporto e expat: una storia d’amore?

«Arrivi o parti?» Amelia
«Non lo so. Tutti e due» Viktor

Questa è una battuta dei due personaggi principali (interpretati da Catherine Zeta-Jones e Tom Hanks) nel celebre film “The terminal”. Ma per me, expat, rispecchia la realtà. E la relazione con gli aeroporti, una vera e propria storia di amore.

Perché i verbi assumono una valenza diversa, quando vivi in un altro Continente, in un Paese che senti tuo. E allora le carte si scompigliano. “Andare“ in Italia o ”tornare” per esempio?

Andiamo in un altro Paese…

“Andiamo in un altro Paese,
…Tutto il resto va da sè.
Tu di’ solo sì”.
William Plomer

Lui ha detto sì e adesso viviamo in Oman. Anzi nel Sultanato di Oman. Un Paese che non può essere capito soltanto visitando o abitando nella capital, Muscat, ma che bisogna scoprire piano piano, assaporando la sua diversità. Che stupisce.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: