Appunti di Viaggio

Salutami Damasco

Oggi parliamo di Siria. Di una storia legata alla Siria. Di musica e di due artisti siriani. E di un produttore musicale “caparbio” che ha seguito un sogno finché non è riuscito a realizzarlo.

Citylightsnews intervista Antonella Appiano - Aprile 2015

Cosa chiederesti al Sindaco di Milano? Una moschea

Ormai il tempo per costruire una moschea prima dell’Expo non c’è più.

Peccato. Milano che si atteggia a “capitale europea” non sarà  in grado di offrire un luogo di culto ai 6 milioni di musulmani che – si stima – visiteranno la città durante la manifestazione. E perdere l’occasione di Expo potrebbe significare perdere anche gli investimenti di Paesi arabi.

Viaggiare è essere infedeli

Viaggiare è essere infedeli. Siatelo senza rimorsi. Dimenticate i vostri amici per degli sconosciuti
(Paul Morand)

Khasab - Penisoladi Musandam. Oman

Vivere slow: apologia della lentezza - Generazione P - Marco Patruno - 16 luglio 2014

La Tirannide del tempo

Sinergie fra Blogger. Grazie alla recensione di Marco Patruno, di Generazione P, al libro ”Vivere Slow – apologia della lentezza” di Maria Novo e alla intervista che mi ha fatto sul tema della “tirannide del tempo”, ho potuto scrivere qualcosa di diverso sul Medio Oriente. Qualcosa che non riguardasse la guerra, le vittime. O più freddamente, la geopolitica.
Perché purtroppo ci dimentichiamo spesso la cultura, la grande civiltà del mondo arabo e arabo musulmano. La letteratura, il pensiero. Il modo di vivere. Il concetto del tempo.
Un verso del poeta palestinese Mahmud Darwish:

Giornali sparsi. Le rose nel vaso non mi ricordano colei che me le ha colte. Oggi è il nostro giorno di riposo, dalla memoria. Da tutto”.

 

Istirahah

istirahah:  in arabo significa pausa, relax. Ogni tanto nella vita un momento o un  periodo di istirahah è prezioso per tutti. Per staccarsi dalle cose e vederle in un’altra prospettiva, per riflettere, per andare contro la tirannide del tempo. Per superare la paura di “non esserci”. Isrirahah è come riprendere fiato, un  modo per recuperare energie fisiche ma soprattutto mentali e intellettuali.

Quindi anche questo blog si prende un breve periodo di istirahah. A  presto!

Nella foto: un caffè a Damasco, nel quartiere iracheno, che si chiama proprio Istirahah, foto scattata nel luglio del 2011

di Antonella Appiano

Genghis Khan, i Nuovi Media e il Medio Oriente

Che cosa hanno a che fare fra di loro, vi chiederete? Molto, perché il post di Majorie Clayman, riportato da IntervistatoLa realtà è molto più complessa s’inserisce nel filone delle mie riflessioni sul nuovo giornalismo, sulla contaminazione dei generi, sull’importanza dei Social media nelle rivolte arabe. Su quanto a volte sia stata determinante e a volte sopravalutata. Sull’importanza comunque per un giornalista, di andare  sul posto e vedere. Stare fra la gente. Captaregli umori, le sensazioni.  Mescolarsi, mangiare lo stesso cibo, vivere nelle stesse case. Conoscere la storia. E nel filone delle mie riflessioni sulla Comunity. Sulla sua reale capacità di fare rete (in Italia); sulla competizione spesso sleale fra i giornalisti (in Italia); sull’attenzione indispensabile per muoversi nel mondo on line. Non solo nel verificare le notizie che invece, troppo spesso, vengono diffuse con troppa leggerezza nell’ansia di essere primi. Ma anche, come scrive Majory Clayman, nel guardare “un po’ oltre i tweet e l’avatar” perché la “verità è molto più complessa dell’apparenza”.

Un assaggio, poi continuate a leggere nell’articolo: La realtà è molto più complessa“Ecco il punto su Genghis Khan. Quando si pensa a lui di sfuggita, si può pensare semplicemente “Quel tizio era una persona orribile”. Era un assino brutale, un leader malizioso aggressivo, e un violento in generale. E’ facile liquidarlo come “il cattivo”, ma come uno speciale della BBC evidenziava, se si pensa solo in questo modo, si rischia di perdere una storia molto più complicata. Sapevate che Temujin (il nome che Genghis Khan aveva prima di diventare un grande leader) perse il padre perché gli altri membri della tribù lo avvelenarono? Sapevate che Temujin veniva costantemente tradito dalle persone a cui teneva di più? Avete mai pensato quanto deve essere stato difficile sopravvivere, per un piccolo clan nelle steppe aride della Mongolia moderna?”

Antonella Appiano

La fotografia di Genghis Khan è tratta dal post di Majorie Clayman

7 marzo. Firenze. Presentazione di “Clandestina a Damasco” al Caffè delle Oblate

Ingresso libero agli eventi. www.lospaziochesperavi.it Mercoledì 7 marzo alle 21 Cooperativa Archeologia, in collaborazione con il Caffè di Avventure dal Mondo, propone nella Caffetteria della Biblioteca delle Oblate di Firenze (via dell’Oriuolo 26) la presentazione di Clandestina a Damasco – Cronache di un Paese sull’orlo della Guerra civile, di e con Antonella Appiano, giornalista ed esperta di Medio Oriente e temi legati all’Islam (Castelvecchi RX). All’incontro parteciperà il giornalista, fotografo e viaggiatore Andrea Semplici. http://www.andreasemplici.it/cms/

Una nuova sfida. – Editoriale di Giampiero Gramaglia per L’Indro.

di Giampiero Gramaglia – Direttore editoriale de L’Indro.

L'Indro

Il 16 gennaio rappresenta una tappa importante nel cammino de ‘L’Indro’ verso la realizzazione della sua mission. Oggi entra in Redazione, alla Direzione Editoriale, GiampieroGramaglia. E, sempre oggi, ‘L’Indro’ fa il suo primo ingresso in quell’arena di nome ‘mercato’.

Un cammino, quello di questa testata, che, in poco più di 6 mesi, ha intercettato l’interesse di decine di migliaia di Lettori, interessati alla nostra manifesta intenzione di sviluppare un percorso d’informazione indipendente, obiettivo, laico, non urlato, che punta al sodo, alla ‘verità dei fatti’, è impermeabile agli influssi di gruppi di opinione e di pressione, rifugge le interpretazioni soggettive ed è impegnato a raccontare l’Italia, l’Europa, il mondo nella loro complessità, senza mediazioni. Un progetto semplice nella sua trasparente intenzione; complesso nell’attuazione.

Attorno a questo progetto si è coagulato un nutrito gruppo di giornalisti, tutti allo stesso modo autorevoli e, nel contempo, portatori di esperienze eterogenee e complementari. Una squadra convinta di quanto ‘L’Indro’ possa contribuire a colmare un vuoto nel panorama informativo italiano e, convinta, di voler costruire per il Lettore ed in interattività con esso il front line, sempre in divenire, di una novità mediatica che tiene conto del fatto che l’informazione è il sangue dello sviluppo umano.

Per fare questo, i Colleghi, e, con loro, i professionisti e le aziende operative sul resto della filiera di produzione, diffusione e gestione della testata, hanno aderito al progetto, riconoscendo nel Lettore l’unico azionista di riferimento verso il quale garantire i risultati del proprio impegno, e accettato un coinvolgimento diretto nella società editrice in qualità di co-fondatori, in rapporto a quanto conferito -in beni e servizi- durante questa fase di lancio.

Perché parlo di tappa importante? Chi ci segue, alcuni fin dai nostri primi passi in Rete, rinnovandoci quotidianamente la sua fiducia, sa che abbiamo elaborato un progetto che prevede l’ingresso dei Lettori nella proprietà della testata, con la trasformazione della Società editrice in SpA. Per e prima di raggiungere questo obiettivo, vi è una sorta di momento della verità, di ‘collaudo’ che ‘L’Indro’ deve affrontare: è la verifica sul mercato, una sorta di test-stress, quello dell’abbonamento.

L’humus culturale di ‘L’Indro’ è la consapevolezza, come detto, che l’Informazione è il sangue dello sviluppo umano. Come tale: è un diritto di ciascun individuo; è un bene che non può essere a rischio manomissione o inquinamenti da parte di ‘corpi esterni’. L’Informazione è ‘conoscenza’, la ‘conoscenza’ è un ‘valore’, è la ‘merce’ e il ‘capitale’ del XXI secolo. Produrre ‘valore’ ha un costo. Quando questo costo non è il Lettore a pagarlo, viene pagato da altri che hanno uno specifico interesse a pagare al posto del Lettore. A quel punto il controllo dell’informazione è in mano a chi ne ha pagato il costo di produzione. Per tanto, quell’informazione è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e il Lettore la deve prendere così come gli viene servita. Pagare il costo di produzione dell’informazione è un diritto, sempre, su internet come sulla carta o in tv, è il solo modo per accedere a informazione di qualità.

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Il saluto ai lettori dl L’Indro del Direttore editoriale Giampiero Gramaglia