Percorsi

Enplenair News intervista Antonella Appiano

di Laura Vanetti

L’Italia, come molti altri Paesi occidentali, sembra non voler cogliere la drammaticità della situazione siriana. Troppi filtri non consentono una conoscenza esatta delle problematiche che attanagliano questo paese.

Abbiamo rivolto alcune domande ad Antonella Appiano, giornalista ed esperta di Medio Oriente, che ha vissuto per lungo tempo in quei territori tormentati.

Cosa impedisce all’Europa ed all’Occidente di avere una visione chiara ed obiettiva della situazione drammatica che sta vivendo la Siria?

Prima di tutto la non-conoscenza. In generale, la Siria è un Paese  ancora piuttosto sconosciuto e l’ Occidente, quando si tratta di Paesi medio-orientali, o Paesi arabi, tende a generalizzare. Invece ognuno di essi, possiede  proprie caratteristiche e peculiarità. Una storia diversa. Per poter fare analisi corrette bisogna conoscere la storia, i fatti . Poi, la Siria ha chiuso l’accesso alla Stampa internazionale, e questo ha complicato tutto. In assenza di media indipendenti, le fonti diventano quelle “schierate”: gli oppositori da una parte, e il regime dall’altra.

Il Regime di Assad sembra voler oscurare lo sguardo straniero sulla guerra civile che è in atto: perché? Quali sono le vere motivazioni politiche di questa guerra civile?

Senza dubbio la Siria che è stata inserita nei “Paesi canaglia” dal Presidente americano George W. Bush, ha sempre provata una certa diffidenza nei confronto dei media stranieri. Ma, ripeto, impedire o comunque limitare e rendere difficile le testimonianze dei giornalisti occidentali, non ha giocato a favore di nessuno. Di “guerra civile” possiamo parlare ora. Ma all’inizio, a metà marzo 2011,  le manifestazioni erano pacifiche. E non erano diffuse in tutto il Paese. Le prime, chiedevano solo “riforme”, neppure la caduta del regime. Si trattava quindi di rivendicazioni in nome della libertà e della dignità. In seguito, gli eventi hanno preso una piega diversa. C’è stata la reazione militare della leadership di Damasco che ha sempre sostenuto che il Paese era stato attaccato da “bande esterne”. La violenza genere violenza, purtroppo. A luglio una parte degli oppositori si è armata. Ci sono state le prime diserzioni nell’esercito. Fino ad arrivare all’internazionalizzazione della crisi.

Che ruolo ha il popolo? E’ strumentalizzato?

Una parte di siriani è scesa in piazza chiedendo riforme, l’abolizione dello Stato di Emergenza, la possibilità di creare partiti. Su questo non c’è dubbio. Non direi che il popolo è stato strumentalizzato. Ma certo, in ogni situazione di caos, di confusione, si possono infiltrare elementi che “soffiano sul fuoco” per motivi politici, o anche solo d’interesse.

La convivenza tra varie confessioni è un elemento di contrasto in questo contesto? E come?

In Siria da secoli la convivenza fra le tante etnie e confessioni religiose è stata pacifica. Sul documento d’identità i siriani non devono specificare l’appartenenza religiosa. Non ho mai avvertito tensioni. Anzi, molta armonia. Ci sono famiglie cristiane che frequentano quelle musulmane, ragazze in hijab a braccetto con ragazze con i capelli sciolti sulle spalle. Anche la guerra civile in atto non è basata sulla religione. E’ uno scontro fra chi appoggia il regime e chi no. Ai vertici del governo ci sono soprattutto alawuiti (un ramo particolare dello sciismo a cui appartengono anche gli Assad) ma anche la ricca borghesia sunnita e cristiana cooptata dal regime. Quindi non è una lotta fra alawuiti e sunniti come molti affermano. Piuttosto una lotta fra ricchi e poveri. Fra le file dell’opposizione ci sono anche alawuiti poveri. E fra quelle di chi sostiene il regime, anche sunniti che appartengono alla sfera dei privilegiati.

Una nuova sfida. – Editoriale di Giampiero Gramaglia per L’Indro.

di Giampiero Gramaglia – Direttore editoriale de L’Indro.

L'Indro

Il 16 gennaio rappresenta una tappa importante nel cammino de ‘L’Indro’ verso la realizzazione della sua mission. Oggi entra in Redazione, alla Direzione Editoriale, GiampieroGramaglia. E, sempre oggi, ‘L’Indro’ fa il suo primo ingresso in quell’arena di nome ‘mercato’.

Un cammino, quello di questa testata, che, in poco più di 6 mesi, ha intercettato l’interesse di decine di migliaia di Lettori, interessati alla nostra manifesta intenzione di sviluppare un percorso d’informazione indipendente, obiettivo, laico, non urlato, che punta al sodo, alla ‘verità dei fatti’, è impermeabile agli influssi di gruppi di opinione e di pressione, rifugge le interpretazioni soggettive ed è impegnato a raccontare l’Italia, l’Europa, il mondo nella loro complessità, senza mediazioni. Un progetto semplice nella sua trasparente intenzione; complesso nell’attuazione.

Attorno a questo progetto si è coagulato un nutrito gruppo di giornalisti, tutti allo stesso modo autorevoli e, nel contempo, portatori di esperienze eterogenee e complementari. Una squadra convinta di quanto ‘L’Indro’ possa contribuire a colmare un vuoto nel panorama informativo italiano e, convinta, di voler costruire per il Lettore ed in interattività con esso il front line, sempre in divenire, di una novità mediatica che tiene conto del fatto che l’informazione è il sangue dello sviluppo umano.

Per fare questo, i Colleghi, e, con loro, i professionisti e le aziende operative sul resto della filiera di produzione, diffusione e gestione della testata, hanno aderito al progetto, riconoscendo nel Lettore l’unico azionista di riferimento verso il quale garantire i risultati del proprio impegno, e accettato un coinvolgimento diretto nella società editrice in qualità di co-fondatori, in rapporto a quanto conferito -in beni e servizi- durante questa fase di lancio.

Perché parlo di tappa importante? Chi ci segue, alcuni fin dai nostri primi passi in Rete, rinnovandoci quotidianamente la sua fiducia, sa che abbiamo elaborato un progetto che prevede l’ingresso dei Lettori nella proprietà della testata, con la trasformazione della Società editrice in SpA. Per e prima di raggiungere questo obiettivo, vi è una sorta di momento della verità, di ‘collaudo’ che ‘L’Indro’ deve affrontare: è la verifica sul mercato, una sorta di test-stress, quello dell’abbonamento.

L’humus culturale di ‘L’Indro’ è la consapevolezza, come detto, che l’Informazione è il sangue dello sviluppo umano. Come tale: è un diritto di ciascun individuo; è un bene che non può essere a rischio manomissione o inquinamenti da parte di ‘corpi esterni’. L’Informazione è ‘conoscenza’, la ‘conoscenza’ è un ‘valore’, è la ‘merce’ e il ‘capitale’ del XXI secolo. Produrre ‘valore’ ha un costo. Quando questo costo non è il Lettore a pagarlo, viene pagato da altri che hanno uno specifico interesse a pagare al posto del Lettore. A quel punto il controllo dell’informazione è in mano a chi ne ha pagato il costo di produzione. Per tanto, quell’informazione è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e il Lettore la deve prendere così come gli viene servita. Pagare il costo di produzione dell’informazione è un diritto, sempre, su internet come sulla carta o in tv, è il solo modo per accedere a informazione di qualità.

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Il saluto ai lettori dl L’Indro del Direttore editoriale Giampiero Gramaglia

Fratelli musulmani e Salafiti. Chi sono ?

di Antonella Appiano

Nella prima tornata elettorale di fine novembre, in Egitto, la coalizione guidata dal Partito “Libertà e Giustizia” dei Fratelli Musulmani ha ottenuto circa il 40% dei voti, seguita dal Partito salafita “Al-Nour” (la Luce) con il 25% delle preferenze. Anche al secondo turno delle legislative egiziane, con un risultato del 39% , il Partito Liberta e Giustizia, ha rivendicato la supremazia politica nel Paese. Secondi, come alla prima tornata, ancora i salafiti del partito Al- Nour, con oltre il 30%. I termini “Fratellanza musulmana e Salafismo” sono ritornati sulle pagine dei giornali suscitando diffidenze, paure e alimentando dibattiti. Ma chi sono? Come nascono? Qual è il loro programma politico? E soprattutto quali sono le differenze fra i due movimenti?

In Egitto (dal sito Asianews.it)

Fratellanza musulmana

Anno di nascita: 1928, dopo il crollo dell’Impero Ottomano, in Egitto.

Fondatore: Hasan al-Banna

Storia.Il messaggio del movimento era semplice. Una riforma spirituale e dei costumi che avrebbe portato, di conseguenza, ad una trasformazione della società islamica in senso positivo e costruttivo. Ma l’idea della “politicizzazione” dell’Islam era nuova e di forte impatto. Nata come organizzazione, la Fratellanza si trasforma quindi in soggetto politico attento alle classi sociali deboli. “L’Islamizzazione” quindi parte dal basso su una base popolare. I Fratelli musulmani conquistano il favore della popolazione egiziana perché s’impegnano nell’assistenza ospedaliera, nelle scuole.

Programma politico: Si oppongono alla secolarizzazione delle nazioni islamiche, divulgano il dovere di fedeltà ai valori islamici tradizionali. Sono tradizionalisti quindi ma non integralisti.

Diffusione: Nasce in Egitto ma si espande rapidamente in tutto il mondo arabo. In Siria, in Palestina e Giordania, Iraq. E in tutto il mondo musulmano non arabo.

Finanziamenti: profitti derivati dalle loro proprietà e finanziamenti dai Paesi del Golfo e dall’Arabia Saudita

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Clandestina a Damasco su Libriblog.com

di Valentina Coppola

Clandestina a Damasco è una delle pubblicazioni più interessanti dalla Castelvecchi Rx, una collana della nota casa editrice interamente dedicata all’attualità. Grazie alla pubblicazione di libri selezionati, infatti, cerca di dare risposta ad alcuni dei più importanti problemi di oggi.

Clandestina a Damasco è il libro inchiesta scritto da Antonella Appiano, la famosa giornalista, specializzata in Medio Oriente e fortemente legata ai valori della sua professione, che attualmente lavora per la testata on-line L’Indro.

Il suo reportage è molto diverso dai libri inchiesta scritti dalla maggior parte degli inviati di stanza nelle zone più calde della Terra, prima di tutto perché Antonella Appiano è molto legata alla Siria, il paese dove ha vissuto come clandestina per ben 4 mesi, in uno dei momenti più caldi degli ultimi tempi: quello legato alle rivolte della Primavera araba. E poi perchè una documentazione precisa e approfondita si unisce a un ritmo che rende il racconto serrato, avvincente e sentito. Antonella insomma in questo libro ci porta in viaggio con lei.

Nelle pagine che compongono Clandestina a Damasco, in particolare, sono raccolti gli articoli che la famosa giornalista è riuscita a mandare fuori dalla Siria nel corso dei 4 mesi da lei trascorsi tra Damasco e Aleppo; un Paese avulso alle intrusioni della stampa estera, soprattutto in un momento storico così delicato.

Fornita di documenti falsi, protetta da alcuni amici e travestita per nascondere la sua vera identità, Antonella Appiano si è trovata in uno dei nuclei più caldi del Medio Oriente, un Paese che dopo il 15 marzo si è trasformato radicalmente manifestando le sue frustrazioni interne, sulla scia del vento di rivolta proveniente dagli altri paesi dell’area mediterranea dell’Africa, e dando sfogo al suo desiderio di democrazia.

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Antonella Appiano e Carlo Cerrato

Asti – Presentazione del libro “Clandestina a Damasco”

La Stampa

La Stampa 17 dicembre 2011

Articolo del 16/11/2011

Presentazione su La Stampa del 16 dicembre

Antonella Appiano e Carlo Cerrato

Antonella Appiano e Carlo Cerrato all’Università di Asti.

Appiano e Cerrato

Voci dal mondo. RadioRai Uno. Clandestina a Damasco.

03 dicembre 2011

In studio Antonella Lepre.

Voci-dal-Mondo-Radio1

Voci dal Mondo – Radio 1 – puntata 3 dicembre 2011

  • Egitto, l’onda islamica trionfa alle elezioni
  • Si vota anche in Russia. Reportage della nostra inviata a Mosca, Barbara Gruden
  • Instant book: “Clandestina a Damasco“. Una giornalista italiana ha sfidato il regime di Assad
  • In prigione dopo lo stupro perché considerate adultere. Succede alle donne afghane
  • Presidente e poeta. In Irlanda Michael Higgins, capo di stato 70enne, è anche l’idolo dei giovani
  • La crisi economica? Le banche sono sane e c’è fiducia nell’operato del governo.
  • Parola di Federico Ghizzoni, numero uno di Unicredit, che Gaetano Barresi ha incontrato al foro italo-turco di Istanbul
  • Fado amore mio. La melodia portoghese è patrimonio dell’umanità

Clandestina a Damasco – presentazione a Milano

Mercoledì 30 novembre, nei locali della Libreria Egea dell’Università Bocconi, sarà presentato al pubblico e alla stampa il libro di Antonella Appiano Clandestina a Damasco – Cronache da un paese sull’orlo della guerra civile, il racconto-documento dei quattro mesi trascorsi dall’autrice nella Siria vietata ai giornalisti stranieri, tra false identità e travestimenti, per sfuggire alla censura e raccontare la repressione del regime di Bashar Al-Assad.

Oltre ad Antonella Appiano interverranno Rony Hamaui, docente di Economia dei mercati e degli intermediari finanziari, e Francesco Mazzucotelli, entrambi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

La presentazione è aperta a tutti e inizierà alle 18.00 presso la Libreria in via Bocconi 8, Milano.

Invito Egea_Bocconi

Invito Egea-Bocconi