Castelvecchi RX

La Notte di Radio 1. La crisi siriana

La Notte di Radio 1

La crisi siriana.

A cura di Sandro Capitani.

Con il conduttore, ne hanno parlato Antonella Appiano (corrispondente per il Medioriente de L’Indro), Maria Gianniti (Inviata speciale di GR Radio 1), Marco Guidi (editorialista de Il Messaggero e inviato di guerra), Guido Olimpio (Corriere della Sera).

Antonella Appiano – Gr1 – La notte

L’intera trasmissione

Il podcast

Puntata del 28 febbraio 2012

Lo avete sentito poco fa, un centinaio di morti in Siria nelle ultime ore, mentre la popolazione va al voto per un referendum fatto su misura per il presidente Assad.
Da Tunisi nei giorni scorsi è venuta la richiesta di una forza di pace, Onu-Lega Araba, mentre l’Europa impone nuove sanzioni.

Presentazione a Milano – Egea-Bocconi. Clandestina a Damasco.

30 novembre. Presentazione

I^ parte – Introduzione del dott. Francesco Mazzucotelli.

II^ parte. Dibattito con Antonella Appiano, prof. Rony Hamaui e dott. Francesco Mazzucotelli.

Presentazione Clandestina a Damasco – Roma – Sala delle Letterature

Alla Casa delle Letterature di Roma, il 7 novembre 2012 è stato presentato il volume “Clandestina a Damasco”, di Antonella Appiano.

Ne hanno parlato, con l’autrice, Giampiero Gramaglia (IAI) e Olivier Durand (Università di Roma)

Clandestina a Damasco su Libriblog.com

di Valentina Coppola

Clandestina a Damasco è una delle pubblicazioni più interessanti dalla Castelvecchi Rx, una collana della nota casa editrice interamente dedicata all’attualità. Grazie alla pubblicazione di libri selezionati, infatti, cerca di dare risposta ad alcuni dei più importanti problemi di oggi.

Clandestina a Damasco è il libro inchiesta scritto da Antonella Appiano, la famosa giornalista, specializzata in Medio Oriente e fortemente legata ai valori della sua professione, che attualmente lavora per la testata on-line L’Indro.

Il suo reportage è molto diverso dai libri inchiesta scritti dalla maggior parte degli inviati di stanza nelle zone più calde della Terra, prima di tutto perché Antonella Appiano è molto legata alla Siria, il paese dove ha vissuto come clandestina per ben 4 mesi, in uno dei momenti più caldi degli ultimi tempi: quello legato alle rivolte della Primavera araba. E poi perchè una documentazione precisa e approfondita si unisce a un ritmo che rende il racconto serrato, avvincente e sentito. Antonella insomma in questo libro ci porta in viaggio con lei.

Nelle pagine che compongono Clandestina a Damasco, in particolare, sono raccolti gli articoli che la famosa giornalista è riuscita a mandare fuori dalla Siria nel corso dei 4 mesi da lei trascorsi tra Damasco e Aleppo; un Paese avulso alle intrusioni della stampa estera, soprattutto in un momento storico così delicato.

Fornita di documenti falsi, protetta da alcuni amici e travestita per nascondere la sua vera identità, Antonella Appiano si è trovata in uno dei nuclei più caldi del Medio Oriente, un Paese che dopo il 15 marzo si è trasformato radicalmente manifestando le sue frustrazioni interne, sulla scia del vento di rivolta proveniente dagli altri paesi dell’area mediterranea dell’Africa, e dando sfogo al suo desiderio di democrazia.

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Libreria Skira – Triennale Milano: Presentazione di “Clandestina a Damasco” martedì 20 dicembre

clandestina_a_damasco-205x300.jpg Presentazione del libro

CLANDESTINA A DAMASCO

Antonella Appiano racconta i suoi quattro mesi

nella Siria vietata ai giornalisti

Martedì 20 dicembre 2011, ore 18
presso la Libreria Skira – Triennale di Milano
Viale Emilio Alemagna 6, Milano

Come nascono, dove nascono le rivolte. Chi coinvolgono.
Non è solamente un problema politico: il libro ci fa leggere,
ci conduce a una realtà che è fatta di voci, impressioni, luoghi, persone.

Laura Aprati

Antonella Appiano è giornalista ed esperta di Medio Oriente e temi legati all’Islam.
Dalla Siria ha collaborato per il quotidiano online Lettera43, Il Mattino, Radio24, Uno Mattina Estate e l’Espresso. Ha lavorato per IlSole24ore, La Stampa, Mediaset.
Attualmente scrive di Esteri per il nuovo quotidiano online L’Indro.

Insieme all’autrice, interverrà la giornalista Marta Ottaviani

logoskirarosso.giflogotriennalebookstore.gif www.conbagaglioleggero.com
www.antonellaappiano.it

logo Gandini&Rendina

Antonella Appiano e Carlo Cerrato

Asti – Presentazione del libro “Clandestina a Damasco”

La Stampa

La Stampa 17 dicembre 2011

Articolo del 16/11/2011

Presentazione su La Stampa del 16 dicembre

Antonella Appiano e Carlo Cerrato

Antonella Appiano e Carlo Cerrato all’Università di Asti.

Appiano e Cerrato

Clandestina a Damasco: Antonella Appiano giornalista di Frontiera in Siria

di Roberto Bonzio

per Italiani di Frontiera

Ci sono giornalisti che scrivono di Esteri su grandi quotidiani specializzandosi come… “inviati nel lavoro altrui”: pezzi copiati interamente da giornali stranieri, citando la fonte al massimo in una riga. E continuano impuniti, malgrado Internet consenta facilmente di smascherarli.

Altri che fanno gli inviati in grandi hotel, con cospicue note spese e interpellando tutt’al più qualche tassista. Altri ancora che senza schiodarsi dalla redazione hanno già un’idea preconcetta dello scenario di un Paese lontano. E se il reporter che sta sul posto, magari rischiando in una piazza calda, racconta una realtà diversa… la ignorano, perchè a loro non interessa conoscere la realtà ma cercare solo conferme a quel che hanno in testa.

Ma ce ne sono tanti altri coraggiosi, appassionati, capaci di muoversi con gli occhi aperti, lontano dai riflettori. Pronti a stupirsi e a raccontare con attenzione quel che hanno scoperto anche quando è assai diverso da quel che si aspettavano. E’ il loro lavoro ad aiutarci a capire il mondo, a crescere, con consapevolezza fuori dagli stereotipi.

Antonella Appiano che oggi lavora per la testata online L’Indro, amica di IdF, è una di questi giornalisti “di Frontiera”. Lunga carriera in quotidiani e tv, poi nel web, mesi fa ha deciso di partire da sola alla volta della Siria, poco prima che il Paese, sulla scia delle rivolte della primavera araba, si trasformasse in uno scenario incandescente, vietato ai giornalisti stranieri. Lei ha continuato a lavorare, raccontare e inviare di nascosto i proprie pezzi. Raccolti oggi in un libro uscito da poco, “Clandestina a Damasco- Cronache da un Paese sull’orolo della guerra civile” (Castelvecchi), storia di “quattro mesi nella Siria vietata ai giornalisti stranieri, false identità e travestimenti per sfuggire alla censura e raccontare in esclusiva la repressione del regime di Assad”. Un mosaico di straordinario valore. Su come si guarda il mondo in evoluzione, come si fa il mestiere di giornalista.

– Decidere di andare per mesi da sola in un Paese mediorientale sotto pressione, vietato ai giornalisti, mentre si susseguivano le rivoluzioni in Nordafrica… come è nata questa idea un po’ folle?

”Non la definirei un’idea folle. Prima di tutto quando sono arrivata in Siria, il 7 marzo 2011, il Paese era tranquillo. Certo l’area nordafricana era ‘calda’ , dopo le rivolte in Tunisia e in Egitto. E per una giornalista specializzata in Medio Oriente, il momento storico avrebbe potuto rivelarsi interessante anche per la Siria. In secondo luogo, molto banalmente, avevo deciso di riprendere gli studi della lingua araba e per motivi di lavoro, ho approfittato di un momento favorevole. In più conoscevo molto bene la Siria, la sua storia, la sua cultura, i luoghi, le caratteristiche religiose, settarie. E avevo contatti ed amici”.

– Quali i preconcetti di cui bisogna liberarsi, per affrontare un’avventura del genere?

“Amare il viaggio, la conoscenza di altre culture, stili di vita. Amare lo “spaesamento”, essere in grado di evitare le comode routine, i percorsi definiti. Sapersi adattare e mettersi alle prova. Ma io non ho dovuto liberarmi di preconcetti. Come scrivo nel mio blog www.conbagaglioleggero.com io mi definisco una giornalista nomade alla ricerca dell’’altrove’”.

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Intervista ad Antonella Appiano. Su Dol’s Magazine.

di Caterina Della Torre

Antonella Appiano,  giornalista e specialista nel Medio Oriente,  di recente di ritono dalla Siria ha scritto un libro che sta facendo il giro delle librerie italiane, ”Clandestina a Damasco”,  per l’attualità dell’argomento trattato. Un diario della rivolta siriana vista da un occhio esterno,  ma non per questo meno attento.

Come mai a Damasco in un periodo così turbolento?
Ero già a Damasco quando sono iniziate le rivolte.  Sono entrata in Siria il 7 di marzo 2011 e in quel momento la situazione nel Paese era tranquilla. Certo le “primavere arabe”stavano infiammando l’area medio-orientale da gennaio ed esisteva la possibilità che scoppiassero disordini anche in Siria.

Curiosità, amore per il paese, dovere giornalistico?
Come giornalista specializzata in Medio Oriente,  soprattutto il desiderio quasi la necessità,  di essere presente in un momento storico così importante. Amore per il mestiere. Poi certo anche la curiosità. Un giornalista deve essere curioso,deve avere voglia di vedere,d’indagare,di chiedere. Cercare di capire. Anche partendo da piccole cose. Come lo storico Braudel che,  dai particolari,arrivava a ricostruire un quadro completo. Amore per la Siria,  per la sua cultura,  la sua gente. Anche. Ma mi sarei fermata anche in un altro Paese del Mondo Arabo se mi fossi trovata coinvolta in eventi determinanti.

Come hai vissuto lì,da occidentale intoccabile o tra la gente?
Conosco bene i luoghi in Siria. Le città, le strade,  gli usi e costumi, il cibo,  le caratteristiche religiose. Mi sono sempre sentita a mio agio. Ho vissuto fra la gente. Frequentando i siriani,quasi solo siriani. Il contatto, il rapporto con gli “altri”nel nostro mestiere è fondamentale. Abitavo in una vecchia casa araba,  mangiavo il cibo del posto, andavo all’hammam, al suq,prendevo l’autobus…Solo così è possibile raccogliere testimonianze, entrare in contatto,  creare rapporti di fiducia.

Ci racconti brevemente il tuo libro? Qual è la parte che ti è costata più fatica e quella invece che ami di più?
Il libro è un reportage,  un’inchiesta, una specie di diario della mia esperienza di giornalista “sotto copertura”in Siria ( il regime all’inizio delle rivolte aveva infatti espulso i giornalisti stranieri). Racconto ciò che ho visto,vissuto,  le storie di gente che si è trovata di colpo coinvolta,  spesso travolta dalla Storia. I mie dubbi. I rischi, le avventure. Non mi è costato fatica, il libro. Anzi,la narrazione si è trasformata subito in un processo fluido,  quasi naturale. Molte cose infatti non avevo potuto scriverle negli articoli,e avevo bisogno di mettere insieme tutti i tasselli. Di fare chiarezza.

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