Castelvecchi

Storie: a RadioVaticana, Clandestina a Damasco.

Alessandra Petitta ed Antonella Appiano a Storie. Nella programmazione di RadioVaticana.

RealAudioMP3 Martedì 15 novembre 2011 – Giornalista televisiva e della carta stampata, Antonella Appiano si muove, clandestina, a Damasco per studiare da vicino la situazone in Siria. Clandestina a Damasco è per l”appunto il titolo del suo libro edito da Castelvecchi, da cui prende spunto la storia di oggi, raccontata da Alessandra Petitta.

fattitaliani: ANTONELLA APPIANO, GIORNALISTA “CLANDESTINA A DAMASCO” PER 4 MESI.

di Giovanni Zambito

Guarda la videointervista di Giovanni Zambito ad Antonella Appiano su youtube e bliptv.

La giornalista Antonella Appiano assumendo diverse identità, ha trascorso quattro mesi in Siria, un Paese agitato dalle rivolte e che non rilascia accrediti-stampa: dai primi di marzo alla fine di maggio 2011 e poi a luglio, sempre da «clandestina», ha scritto prima per il suo blog, per il quotidiano on-line «Lettera43» e nel suo «Diario da Damasco», e poi attraverso i collegamenti con Radio 24 e con Uno Mattina, ha riferito e trasmesso sensazioni, emozioni, timori, speranze, inquietudini, vissute dai siriani in un periodo storico che potrebbe modificare la realtà politica e sociale del Paese e di tutto il Medio Oriente. L’esperienza da cronista singolarmente vissuta sotto mentite spoglie è diventato un libro pubblicato da Castelvecchi editore che s’intitola appunto “Clandestina a Damasco. Cronache da un paese sull’orlo della guerra civile” (pagg. 128, € 12,50). Fattitaliani ha intervistato Antonella Appiano che attualmente scrive per la nuova rivista online “L’Indro“.

Il link a fattitaliani (http://www.fattitaliani.it/index.php?mact=News%2Ccntnt01%2Cdetail%2C0&cntnt01articleid=5152&cntnt01returnid=102)

“Clandestina a Damasco”, una cronista in Siria. (da Repubblica.it)

Antonella Appiano è l’autrice del reportage costruito giorno dopo giorno in tre mesi di permanenza nel paese mediorientale, con le sue diversissime etnie e religioni, oltre che con le centinaia di migliaia di profughi fuggiti dalla guerra irachena. Le molte identità che è stata costretta ad assumere. Alle manifestazioni con il velo islamico.

Manifestazioni pacifiche in Siria

ROMA – Alla Casa delle Letterature di Roma (in piazza dell’Orologio) viene presentato il libro “Clandestina a Damasco”, di Antonella Appiano. Si tratta di è lungo reportage, in forma di diario, scritto alla fine di un soggiorno durato tre mesi in Siria, un Paese che ha dimostrato di saper accogliere migliaia di profughi durante i momenti caldi della guerra in Iraq, oggi agitato dalle rivolte e dove è difficilissimo (se non impossibile) svolgere il lavoro di cronista, per l’estrema difficoltà poste dalle autorità siriane nel rilascio di accrediti-stampa. Antonella Appiano  è stata costretta a cambiare diverse identità – come ha raccontato oggi ad Anna Maria Giordano durante Radio 3 Mondo (in onda su Radio 3 alle 11.30 di ogni giorno). Un cambio di identità più volte imposto dalle difficilissime condizioni di lavoro per una giornalista che – come lei stessa ha dichiarato – ha avuto solo tentare di capire cosa stesse succedendo davvero in quel Paese, ascoltando tutti, sia gli oppositori che sono scesi in piazza rischiando di essere ammazzati dalla polizia, che quanti invece restano convintamente schierati con il governo di Bashar al Assad.

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Presentazione Clandestina a Damasco – Fotogallery

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Il 7 novembre è stato presentato alla Casa delle Letterature di Roma (piazza dell’Orologio 3) il reportage Clandestina a Damasco di Antonella Appiano, edito da Castelvecchi, collana RX. Sono intervenuti all’incontro Giampiero Gramaglia (Istituto Affari Internazionali) e Olivier Durand (Università Sapienza – Roma).

Il ruolo dell’Iran nella repressione siriana – L’INTERVISTA

“In Siria, in tutti i focolai di rivolta, mi veniva segnalata la presenza di stranieri che collaboravano con la polizia e i servizi segreti ma che non parlavano arabo“, racconta la giornalista Antonella Appiano, entrata in Siria il 7 marzo, senza accredito stampa, con un semplice visto turistico, e restata nel Paese per tre mesi. Racconta la sua esperienza nel volume Clandestina a Damasco.

Proteste contro Bashar

di Farian Sabahi

Che tipo di aiuto stanno dando le autorità iraniane al regime di Damasco?

Ho visto iraniani in vari posti di blocco, ma non sono in grado di quantificarne il numero complessivo. Molti oppositori e leader dell’opposizione mi hanno riferito che l’Iran fornisce regolarmente armi al governo siriano dopo l’embargo occidentale. Si parlava – e si parla ancora – di aiuti economici sotto varie forme, anche di investimenti immobiliari e imprenditoriali. In questo caso, le cifre riportate dalla tv di Stato sono superiori rispetto a quelle riportate dalla gente. Molti siriani ritengono che la leadership dia questa versione dei fatti per tranquillizzarli sul versante economico.

Esiste veramente, come riportato dai media, un divario tra la maggioranza sunnita e la minoranza alawita che tiene le redini del potere?

La minoranza alawita al potere ha cooptato una larga fetta di sunniti. Il divario quindi esiste fra gli alawiti e i sunniti (anche i cristiani) che stanno ai vertici e si spartiscono privilegi economici e gli altri, i poveri. Certo i sunniti poveri sono più numerosi degli alawiti o dei cristiani poveri, ma solo perché appunto costituiscono la maggioranza del Paese. Le tensioni non sono quindi nate su base confessionale pura, anche se esistono sunniti conservatori che temono un aumento dell’influenza sciita iraniana.

All’interno della dinastia regnante degli al-Assad, quali sono le divisioni?

Due “scuole di pensiero”. Secondo la prima non esistono divisioni. Bashar al- Assad subisce apparentemente l’influenza del fratello Maher, a capo dei battaglioni di élite – le Guardie repubblicane e la Quarta divisione corazzata – della sorella Bushra, dei vecchi generali e di alcuni importanti clan alawiti, ma in realtà ne fa parte. Anzi controlla saldamente il sistema ereditato dal padre. La seconda scuola di pensiero invece “assolve” in un certo senso il presidente, affermando che è costretto a subire decisioni altrui.


Continua su Panorama.it – Mondo. Il mio Iran di Farian Sabahi

“Clandestina a Damasco”. Presentazione a L’Infedele del 31/10/2011

A L’Infedele, La7, Gad Lerner presenta il reportage “Clandestina a Damasco” di Antonella Appiano.

Clandestina a Damasco – Dal 3 novembre in tutte le librerie

QUATTRO MESI NELLA SIRIA VIETATA AI GIORNALISTI STRANIERI, FALSE IDENTITÀ E TRAVESTIMENTI PER SFUGGIRE ALLA CENSURA E RACCONTARE IN ESCLUSIVA LA REPRESSIONE DEL REGIME DI BASHAR al-ASSAD.

IN LIBRERIA DAL 3 NOVEMBRE

Che cosa significa lavorare come giornalista in Siria, un Paese agitato dalle rivolte e che non rilascia accrediti-stampa? Come ci si inventa una nuova identità credibile? E poi un’altra, e un’altra ancora? Identità e ruoli che cambiano con il mutare degli eventi in un luogo in cui i pochi reporter lasciano il Paese spesso su suggerimento delle proprie ambasciate. Il racconto esclusivo di una giornalista che è rimasta in Siria per tre mesi (dai primi di marzo alla fine di maggio 2011) e ci è ritornata in luglio, sempre da «clandestina», scrivendo prima per il suo blog poi per il quotidiano on-line «Lettera43» e cercando di trasmettere con gli articoli del suo «Diario da Damasco», e poi attraverso i collegamenti con Radio 24 e con Uno Mattina, sensazioni, emozioni, timori, speranze, inquietudini, vissute dai siriani in un periodo storico che potrebbe modificare la realtà politica e sociale del Paese e di tutto il Medio Oriente. Nascosta sotto il niqab, con documenti falsi, aiutata da un gruppo di manifestanti anti-regime che organizza i suoi piani nei minimi dettagli, Antonella Appiano ha raccolto testimonianze e storie: l’ingegnere Ammar, il taxista Khaled, l’avvocato Siham, la commessa Fatima, l’architetto Hisham, l’artista Rami e ancora il profugo palestinese e la suora cristiana, il cuoco iracheno e l’estetista russa, l’imam sunnita e il soldato di leva in congedo. È stata tra le poche a intervistare gli attivisti e i ribelli ma anche quelli che la rivoluzione non la vogliono. Tante storie per dar voce alla complessità della realtà siriana. Variegata, composita. Un mosaico di etnie e credi religiosi che oggi tutto il mondo osserva con attenzione senza sapere come andrà a finire.

http://www.castelvecchieditore.com/clandestina-a-damasco/

Collan RX