Hamza Kashgari

L’ambigua politica dell’Arabia Saudita

I casi di diritti negati in uno dei paesi della Lega che si sono schierati a favore della ’primavera siriana’.

Arabia Saudita. Lorena una giovane filippina che lavora dal 2011 come domestica presso una famiglia di Djedda, ha denunciato al POLO (Philippines Overseas Labour Office), di essere stata stuprata almeno cinque volte dal datore di lavoro e maltrattata “lavorando anche 20 ore al giorno e mangiando gli avanzi (qui la testimonianza).

Secondo una ricerca del Commitee on Overseas Workers Affair almeno il 70% delle domestiche filippine subisce questo trattamento, nonostante gli appelli di varie organizzazioni per i diritti umani. Neppure il governo Filippino riesce a difenderle perché appartengono alla categoria dei lavoratori non qualificati, senza garanzia e senza tutela.
Susy è una filippina che lavora come badante a Milano. “Sono riuscita a fermare un’amica che stava per partire per l’Arabia Saudita. Si era fatta convincere da una Agenzia di Manila. Ma io sapevo”.

Arabia Saudita. Hamza Kashgari, editorialista di un giornale locale di Djedda, El Bilad, il 4 febbraio scorso, scrive su Twitterle donne saudite non possono andare all’inferno perché vivendo in questo Paese, all’inferno ci sono già”. Accusato di blasfemia, scappa cercando di raggiungere la Nuova Zelanda ma viene arrestato in Malesia, dove l’aereo fa scalo, su richiesta delle autorità di Riyahd e rimpatriato. Dal 12 febbraio non si hanno più notizie di lui.

Arabia Saudita. La minoranza sciita (circa il 5% della popolazione) denuncia la mancanza di diritti e le pesanti discriminazioni che subisce in ogni aspetto della vita. Dopo le rivoluzioni arabe dell’inizio 2011, anche in Arabia Saudita ci sono state manifestazioni per chiedere la fine delle discriminazioni. La polizia ho risposto sparando contro i manifestanti e arrestando circa 400 persone.

Tre casi per far riflettere sulla posizione ambigua dell’Arabia Saudita. Fa parte dei Paesi della Lega Araba che difende ’la primavera siriana’ in nome dei diritti umani. E’ un Paese alleato degli Stati Uniti e tra i primi partner commerciali degli Stati Uniti e dell’Europa.
Ma a dispetto della sua ricchezza (è il primo produttore di petrolio nel mondo) e le sue alleanze occidentali, l’ideologia wahhabita dominante lo rende uno dei paesi più tradizionalisti e reazionari. Un Paese dove i diritti umani sono violati costantemente. I media lo dimenticano troppo spesso. Perché?

Antonella Appiano in esclusiva per L’Indro http://www.lindro.it/lambigua-politica-dellarabia-saudita/ (riproducibile citando la fonte)